Dopo aver ottenuto il riconoscimento dell’Onu del diritto all’acqua come diritto umano, universale, autonomo e specifico, il Cicma ha preso atto che nell’Agenda 2030 l’accesso all’acqua resta subordinato al pagamento di prezzo.
Per sollecitare un impegno delle Città attraverso le Agende urbane di sviluppo sostenibile (obiettivo 11), il Cicma ha lanciato la Carta delle Città per il diritto umano all’acqua che propone azioni per: la concretizzazione dell’acceso all’acqua come diritto, la salvaguardia come bene comune, la gestione pubblica, sostenibile, partecipata. Tra le buone pratiche proposte: la promozione dell’accesso all’acqua negli edifici e luoghi pubblici con erogatori, la riduzione dell'uso di bottiglie di plastica in edifici pubblici e scuole, la promozione del risparmio idrico, l’adozione di reti duali nelle abitazioni, etc.
La Carta delle Città è stata lanciata a Milano, il 5 giugno 2018, in un evento nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile con il patrocinio del Comune di Milano.
La Carta delle Città per il Diritto umano all’acqua può contare sul sostegno del Comune di Milano, sulla adesione del Coordinamento delle Agende 21 locali e della Rete Città Sane-Oms e sarà promossa attraverso il progetto “La Città e la gestione sostenibile dell’acqua e delle risorse idriche” cofinanziato dall’Aics.