QUESTA SETTIMANA: Non c’è futuro sostenibile senza governance mondiale
12 Giugno 2020
di Donato Speroni
“Estranei che esprimono giudizi sulla nostra salute”. In queste parole di Bolsonaro sull’Oms c’è quasi tutto della nostra epoca: il sovranismo, la diffidenza per ogni forma di autorevolezza scientifica (anche per questo l’ambiente è l’ultimo dei problemi in agenda) il progressivo disfarsi di quello che chiamerei l’associazionismo delle Nazioni, nelle forme che si erano date per rimediare alle catastrofi belliche del Novecento.
Le Nazioni Unite, l’Oms, le istituzioni monetarie, le autorità sovranazionali, l’Unione europea, tutto ciò che cerca (faticosamente) di inquadrare il caos dei popoli in qualcosa che assomiglia un minimo comune denominatore accettabile ovunque viene rifiutato dai nuovi duci nazionalisti come «intrusione di estranei». Reggono solo, per adesso, le alleanze militari, anche perché sostenute dall’immane business degli armamenti.
La riflessione di Michele Serra su La Repubblica tocca un tema cruciale. È possibile raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 senza una adeguata capacità di governo internazionale? Più volte in questi commenti abbiamo sottolineato l’importanza dell’Unione europea, sia per il suo ruolo nell’aiutare i Paesi membri (e soprattutto i più colpiti come l’Italia) a uscire dalla grave crisi provocata dalla pandemia, sia per le sue responsabilità nel contesto globale, su temi come il clima e la cooperazione internazionale. L’impegno della Commissione von der Leyen e i suoi programmi improntati all’Agenda 2030 ci fanno sperare che l’Europa si avvii a un futuro di maggiore coesione e di maggiore impegno per un futuro sostenibile.
Ma che dire delle Nazioni unite, che sono il perno di tutto il sistema di agenzie e organizzazioni internazionali sul quale deve costruirsi la governance globale? L’annuncio di Jair Bolsonaro e di Donald Trump di voler uscire dalla Organizzazione mondiale della sanità è un’ulteriore crepa in un sistema che in questi anni, nonostante l’impegno globale sull’Agenda 2030 dichiarato cinque anni fa da tutti gli Stati del mondo e ribadito nel settembre scorso con la “Decade for action” proclamata dal Segretario generale dell’Onu António Guterres, ha mostrato molti punti di debolezza: la World trade organization è stata messa in crisi dal ritorno al protezionismo e la stessa Onu rischia la paralisi per la difficoltà di raggiungere decisioni condivise e le ristrettezze finanziarie che impediscono un impegno adeguato sui teatri di crisi.
Dobbiamo dunque chiederci: qual è il futuro dell’Onu? Bisogna segnalare che l’iniziativa di interrogarsi su se stessi proviene dalla stesso Palazzo di vetro di New York, in occasione del 75mo anniversario della organizzazione. Nel pieno della crisi da Covid, le Nazioni unite hanno lanciato la campagna Un75, uno sforzo ambizioso per raccogliere dal basso priorità e soluzioni per il futuro. Un’indagine di un minuto, su www.un75.online, è alla base dell’iniziativa, perché si propone di dar voce alla gente. Il sondaggio chiede a tutti di condividere le loro priorità per la ripresa dalla pandemia e di immaginare il futuro che vogliono. I risultati saranno presentati ai leader mondiali a settembre, nel corso della celebrazione ufficiale dei 75 anni dell’Onu.
Tra le domande del questionario, ce ne sono alcune che guardano molto avanti. Per esempio: “Pensando al mondo tra 25 anni, quali sono le tre cose più importanti che vorresti veder realizzate?”, con varie opzioni, da una maggiore uguaglianza tra le nazioni a una migliore protezione ambientale, ma anche con la possibilità di risposte aperte. E anche “Quali saranno le tre tendenze globali che influenzeranno maggiormente il nostro futuro”, anche qui con varie risposte dalle migrazioni forzate al cambiamento climatico e con la possibilità di ulteriori integrazioni.
Vedremo che cosa emergerà da questo sondaggio mondiale, che avrà valore se sarà adeguatamente pubblicizzato. In Italia, per esempio, non mi risulta che se ne sia mai parlato. Nel frattempo, però, diversi istituti riflettono sul futuro dell’Onu. Democracy without borders, un network internazionale di promozione della democrazia, in vista del 75° anniversario ha impostato la discussione su quattro scenari che meritano attenzione.
Scenario 1: “Steady State”: in sostanza, la continuazione della situazione attuale, con una scarsa volontà degli Stati nazionali di lavorare insieme e cedere poteri. “L’Onu sopravvivrebbe per raccattare i cocci, ma i politici non si aspetterebbero troppo. L’organizzazione continuerebbe a patire per la mancanza di risorse: Disneyland ha più dipendenti della Segreteria generale dell’Onu”.
Scenario 2: “World State”: i governi nazionali, pur mantenendo il controllo dei loro destini, sono disponibili a lavorare insieme perché si rendono conto che ci sono problemi transnazionali che non possono essere risolti da ciascuno di loro e questa disponibilità fa emergere una sorta di global governance. Questa evoluzione può avvenire in vari modi, da un approccio federalista di delega dei poteri, a un movimento grassroots, una spinta dal basso dei popoli del mondo che avvertono il bisogno di nuove istituzioni transnazionali.
Scenario 3: “Earth Inc”: i governi locali perdono il controllo e le multinazionali riempiono il vuoto, unificando il mondo in un grande mercato. Governi e istituzioni internazionali possono continuare a esistere, ma accettando il fatto che il sistema degli Stati nazionali è finito e che i veri player globali sono le corporations.
Scenario 4: “Wild State”: i governi nazionali perdono il controllo, l’Onu non riesce a riempire il vuoto e anche le multinazionali si sottraggono a questo ruolo. Il risultato è il caos, uno scenario da incubo con un numero in costante aumento di Stati falliti, movimenti di massa delle popolazioni e crescenti problemi ambientali e sanitari, disastro climatico.
È evidente che questi scenari sono costruiti per stimolarci a riflettere e impegnarci verso l’unica prospettiva che consentirebbe di affrontare i problemi globali, cioè se non proprio uno Stato mondiale, comunque una consistente delega di poteri alle istituzioni multilaterali, un obiettivo dal quale oggi siamo molto lontani.
In un articolo su Devex, una piattaforma di informazione a supporto della cooperazione internazionale, Amy Lieberman interroga Fabrizio Hochschild, da poco nominato consigliere speciale di Guterres per la preparazione del 75mo anniversario, che si mostra ben consapevole dei problemi.
Abbiamo di fronte una contraddizione fondamentalmente pericolosa. Da un lato c’è un set crescente di megatrends che possono essere affrontati soltanto con la cooperazione internazionale. Al tempo stesso, c’è una sorta di ritirata dalla cooperazione. Come se ne esce? È quello che stiamo cercando. Ma ci vorrannoanni di sforzi. L’Onu è come una superpetroliera, non vira su una moneta. Ma non sottostimiamo la possibilità di cambiare, soprattutto se possiamo dare voce alla gente in tutto il mondo.
Per creare la Lega delle Nazioni ci volle la prima guerra mondiale, per far nascere l’Onu la seconda. C’è solo da sperare che la riforma della cooperazione multilaterale nasca prima e non dopo una nuova catastrofe e magari riesca a prevenirla.
Intanto registriamo, per una volta, un segnale molto positivo che proviene dalla politica italiana. Il Senato ha approvato all’unanimità una mozione, primo firmatario Andrea Ferrazzi del Pd, ma con sottoscrizioni di esponenti di molti altri gruppi, che proclama lo stato di emergenza climatico e ambientale e impegna il Governo ad avviare iniziative pienamente in linea con l’Agenda 2030 e molte proposte dell’ASviS, a partire dall’introduzione in Costituzione del principio di sviluppo sostenibile. Ha commentato lo stesso Ferrazzi:
L’approvazione da parte del Senato della mozione di maggioranza per la proclamazione dell’emergenza climatica ed ambientale nel Paese è un fatto storico. In 22 punti, il Senato impegna il governo ad affrontare la questione dell’incremento della temperatura e dei gas climalteranti in atmosfera, per salvaguardare il pianeta e la vita sulla Terra. E’ una mozione che si inserisce in pieno nel Green new deal varato dalla Commissione europea, che sarà uno dei capisaldi su cui costruire la ripresa economica e sociale dopo la pandemia da Coronavirus. Si tratta di puntare sull’economia circolare, sull’ecoprogettazione, sulla rigenerazione urbana, sulla riduzione del consumo di suolo, sull’innovazione delle produzioni, sull’efficienza energetica.
Dalle mozioni alle politiche il passo non è sempre facilissimo, ma questo è davvero un momento particolare: abbiamo testimoniato, con gli eventi “Tre passi verso il Festival” organizzati dall’ASviS nei giorni scorsi, che nessuno, tra i politici, gli imprenditori, gli esperti interpellati, pensa che si possa ritornare al business as usual pre Covid. Per un mondo nuovo urgono nuove strategie: italiane, europee e anche di promozione al cambiamento globale attraverso un ripensamento delle istituzioni internazionali.
E INOLTRE…
In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:
#AlleanzaAgisce: salute e sicurezza, per garantire il lavoro del futuro Hanno rischiato la vita negli ospedali. Svolto mansioni in condizioni precarie. Subito licenziamenti. Sono i lavoratori al tempo del Covid-19. Ecco come Aias, Cgil, Cisl e Uil e If life design sono scesi in campo per aiutarli.
#AlleanzaAgisce: Ricerca e servizi, per le università non solo didattica Fornire soluzioni resilienti: in questi mesi le università aderenti alla Rus hanno affrontato – e vinto – nuove sfide. Assistenza gratuita alle imprese, ricerca e nuove soluzioni sono solo alcune delle proposte offerte dal mondo accademico.
Forum pa e Forum DD per la ripartenza del settore pubblico Il documento redatto dai due enti avanza proposte operative per orientare e accompagnare le pubbliche amministrazioni nella fase di ripresa su un percorso volto alla sostenibilità e a una maggiore giustizia sociale.
Wame: il mondo non è sulla strada giusta per soddisfare il Goal 7 sull’energia Sulla base delle attuali politiche, nel 2030 ci saranno ancora circa 620 milioni di persone senza elettricità e 2,3 miliardi senza accesso al clean cooking. Ma la questione energetica non riguarda solo l’Obiettivo 7 dell’Agenda 2030.
Le tre linee guida dell’Europa del futuro: proteggere, preparare, trasformare Tre Rapporti si concentrano sulla necessità di rimettere la ricerca al centro degli investimenti Ue. Tra le proposte un centro europeo di previsione dei rischi, uno strumento di monitoraggio e risposta umanitaria, la condivisione strutturata di dati e scoperte scientifiche.
Trasporti più green produrrebbero fino a 15 milioni di posti di lavoro Secondo un rapporto congiunto Oil e Unece la ripresa dalla crisi è un’opportunità per riconvertire il settore in chiave sostenibile, stimolando l’uso di trasporti pubblici e gratuiti e puntando sull’elettrificazione dei veicoli.
Climate change: allarmismo eccessivo o catastrofe annunciata? La maggioranza degli scienzati ci avverte che entro pochi anni il riscaldamento globale supererà la soglia del non ritorno. Alcuni sono scettici. Possiamo permetterci di aspettare per verificare chi avrà ragione? Di Enrico Sassoon, direttore responsabile ed editore di Harvard Business Review Italia
I gemelli digitali diventano grandi Un nuovo studio di Juniper Research ha scoperto che la spesa globale in digital twins crescerà a 12,7 miliardi di dollari entro il 2021.
I video della settimana
di Elis Viettone, montaggio e grafiche di Francesca Spinozzi
Quale lezione sulla salute pubblica appresa dopo la pandemia? Ne abbiamo parlato con Raffaella Bucciardini, ricercatrice dell’Istituto superiore di sanità, e Carla Collicelli, gruppo di lavoro ASviS sul Goal 3 dell’Agenda 2030: Salute e benessere per tutti, nella nuova puntata di “Oltre la crisi”. Conduce Elis Viettone, segretariato ASviS.
Sofia Michieli: la giovane scommessa delle fragole “innovative e sostenibili”
Bricco del cucù: guardare al digitale senza dimenticare la tradizione
Altre segnalazioni
a cura di Flavio Natale ed Elita Viola
Il Senato ha approvato una mozione sul cambiamento climatico, in cui sottolinea le cause umane del surriscaldamento globale e la necessità di azioni a favore del clima. “L’urgenza di un intervento decisivo e immediato per invertire tale processo non è più in alcun modo rinviabile, come ampiamente dimostrato dal sempre crescente numero di allarmi che giungono dall’intera comunità scientifica”.
Pubblicato il rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente “European bathing water quality in 2019”. “La qualità delle acque di balneazione in Europa è notevolmente migliorata negli ultimi decenni” afferma l’agenzia. “Il monitoraggio, la gestione, gli ingenti investimenti in impianti di trattamento delle acque reflue urbane e i miglioramenti nelle reti idriche hanno portato a una drastica riduzione degli agenti inquinanti”.
Premiati i ragazzi del concorso “A city in mind”. 52 classi primarie e secondarie di primo grado della Lombardia hanno partecipato durante il lockdown, con 32 progetti, alla versione online della seconda edizione del concorso “A city in mind” promosso da fondazione Triulza, Arexpo e Lendlease. Il concorso è patrocinato dall’ASviS.
Ultimi giorni per inviare il contributo per il contest video “Pa sostenibile e resiliente”, il premio promosso da Forum Pa e ASviS. Questa fase non è obbligatoria né vincolante per la partecipazione al premio, ma è finalizzata a dare una prima importante visibilità a livello nazionale ai progetti/prodotti che volessero candidarsi. La scadenza per la presentazione della candidatura è il 15 settembre 2020.
Pubblicato il rapporto della World bank “Global economic prospects”, che analizza gli strumenti per accelerare la ripresa dopo la crisi sanitaria, specialmente nei Paesi in via di sviluppo. “Garantire i servizi pubblici e mantenere stabile il settore privato limiterà i danni e aiuterà a porre le basi per una fase di recupero”.
Nuova tappa del giro d’Italia della Csr a Messina: “Lavoro, mobilità e ambiente le priorità per la Sicilia”, per il 53% dei siciliani positiva la qualità della vita, ma serve maggiore formazione e diffusione di pratiche sostenibili per lo sviluppo del territorio.
Wwf Italia pubblica il documento “Il mondo che verrà nasce ora”, dove chiede al governo, in occasione del Piano di rilancio del Paese di settembre e della Legge di bilancio 2021, “un rinnovato e strategico ruolo dello Stato in termini di scelte economiche innovative e investimenti pubblici coerenti per un rilancio del nostro Paese”.
Il 2 giugno è stata inaugurata l’ottava edizione del premio Ethics & trust in finance for a sustainable future. Il programma internazionale, avviato per la prima volta nel 2006, è aperto a giovani studenti e lavoratori della finanza sotto i 35 anni. Il premio verrà assegnato ai saggi che proporranno le migliori idee innovative su come accrescere sostenibilità, etica e resilienza del settore finanziario. La data di scadenza per presentare il saggio è il 31 maggio 2021.
Il Global footprint network insieme all’Earth overshoot day ha annunciato che l’Earth overshoot Day 2020, ovvero il giorno in cui il mondo, ogni anno, supera il limite di sfruttamento delle proprie risorse naturali, si verificherà il 22 agosto. “La data è tre settimane dopo rispetto al 2019 a causa dell’impatto dei blocchi indotti dal Coronavirus in tutto il mondo” affermano i ricercatori. “Questo dato è comunque molto lontano dai cambiamenti intenzionali per cui ci battiamo”.
Solutions, periodico online dedicato alla presentazione di idee innovative per risolvere i problemi ecologici, sociali ed economici globali, ha pubblicato lo studio “Investing in nature to transform the post Covid-19 economy”, in cui elenca un piano d’azione in dieci punti per creare una bioeconomia circolare dedicata al benessere sostenibile.
Prossimi eventi
12 giugno
Il webinar “Il futuro dell’Onu e il ruolo dell’Italia ai tempi del Covid-19”, organizzato dall’Istituto affari internazionali (Iai) discuterà del ruolo delle Nazioni unite, e dell’Italia come membro dell’Onu, nell’attuale fase caratterizzata dall’emergenza Covid-19. All’evento parteciperà Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS.
Presentazione della dodicesima edizione del “Rapporto dell’Osservatorio europeo sulla sicurezza”. L’Osservatorio è un’iniziativa di fondazione Unipolis e Demos & Pi che ha reso permanenti le indagini e le riflessioni sulla percezione sociale della sicurezza in Italia e in Europa. La dodicesima edizione del Rapporto fotografa l’andamento degli indici di insicurezza sociale ed economica durante le diverse fasi dell’emergenza Coronavirus in Italia.
Il summit “Un Global Compact Leaders Summit” a cui parteciperà anche Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS, sarà un’occasione di incontro tra numerose aziende internazionali, per allineare strategie e operazioni ai principi universali in materia di diritti umani, lavoro, ambiente e anticorruzione, intraprendendo obiettivi a favore dello sviluppo della società.
Il webinar “Assurance on sustainability reports: current practices and challenges” organizzato dall’Unctad affronterà i molteplici aspetti che riguardano l’elaborazione di rapporti e studi sulla sostenibilità, come: la revisione dei recenti sviluppi nel settore della garanzia delle relazioni sulla sostenibilità; la discussione sugli sforzi intrapresi negli ultimi anni per promuovere la qualità e la coerenza delle pratiche; l’individuazione delle problematiche che necessitano di ulteriore considerazione.
Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità. “Questa Giornata viene osservata ogni anno per promuovere la consapevolezza pubblica degli sforzi internazionali per combattere la desertificazione” ricordano le Nazioni unite. “La Giornata è un momento unico per ricordare a tutti che la neutralità del degrado del suolo è raggiungibile attraverso la risoluzione dei problemi, un forte coinvolgimento della comunità e la cooperazione a tutti i livelli”.
18 giugno
Il webinar “Sviluppo sostenibile e i suoi scenari” si inserisce all’interno di una serie di incontri estivi e riflessioni online su un’idea di sostenibilità “a tutto tondo” organizzati dall’Accademia Berlucchi, dove si esploreranno le nuove interazioni e i modelli sociali emergenti tra agricoltura e ambiente, territorio e turismo, arte e educazione.
Giornata mondiale del rifugiato. “In tutto il mondo, comunità, scuole, imprese, gruppi di fede e persone di ogni estrazione sociale stanno compiendo passi grandi e piccoli in solidarietà con i rifugiati. In questa Giornata, sfidiamo tutti a unirsi e fare un passo in più”.
Il webinar “Risposte globali al Covid-19: sistema Onu e migrazione” è organizzato nell’ambito di InterCap, progetto triennale finanziato dal programma Dear di EuropeAid, che ha come obiettivo quello di rafforzare il ruolo dell’educazione alla cittadinanza globale e del settore educativo formale e non-formale e promuovere l’apprendimento su migrazione, sicurezza e sviluppo sostenibile.