Piano d’azione dell’Ue contro il traffico dei migranti 2021-2025
Il Piano d’azione per il contrasto al traffico dei migranti, adottato con la Com(2021) 591 final, definisce un programma d’iniziative per il periodo 2021-2025.
Sulla base dei dati di Europol, la Commissione riporta che oltre il 90% dei migranti irregolari che raggiungono l’Ue si avvale di trafficanti, durante parte o tutto il loro viaggio, ed evidenzia come considerazione introduttiva che il traffico di migranti è un’attività criminale transfrontaliera che mette a rischio la vita dei migranti, mostrando mancanza di rispetto per la vita e la dignità umana nel perseguimento del profitto e mina gli obiettivi di gestione della migrazione dell’Ue e i diritti fondamentali delle persone interessate.
La Commissione analizza il fenomeno descrivendo le modalità operative delle reti del traffico. I dati globali indicano che le organizzazioni criminali hanno profitti tra i 4,7-6 miliardi di euro ogni anno dallo sfruttamento del traffico illegale dei migranti. Il costo sostenuto per ogni individuo vittima di traffico generalmente può raggiungere i 20mila euro.
É valutato che le reti criminali del traffico dei migranti al 50% svolgono anche altre attività illecite, quali traffico di droga, armi, riciclaggio del denaro. In alcuni casi queste reti hanno collegamenti con gruppi armati. Viene citato quale esempio la situazione in Libia, dove la milizia locale risulta essere sempre più coinvolta nelle attività di traffico.
Vengono descritte le principali rotte dell’immigrazione, ed espressa preoccupazione per la strumentalizzazione dell’immigrazione irregolare da alcuni Stati, richiamando specificamente l’attività illecita di promozione dell’immigrazione nell’Ue svolta dalla Bielorussia. Come misura sanzionatoria, la Commissione nello stesso giorno ha adottato una proposta per la sospensione parziale della facilitazione dei visti per l’Ue dalla Bielorussia.
Le misure che individua il nuovo Piano sono sintetizzabili nei seguenti punti:
rispondere alla strumentalizzazione dell’immigrazione irregolare condotta da attori Statali, operando attraverso la solidarietà tra Stati membri e con la diplomazia nei Paesi di origine e di transito al fine di prevenire il fenomeno. Dove appropriato la Commissione indica l’applicazione del regime sanzionatorio dell’Ue per la violazione dei diritti umani nei confronti di taluni Paesi;
sanzioni verso i trafficanti che agiscono sulle rotte migratorie. Richiamando il citato protocollo delle Nazioni unite sul traffico dei migranti e le sanzioni concordate a livello Onu, è definita illegale e sanzionabile l’attività dei trafficanti e dei loro facilitatori, mentre i migranti vittime del traffico non sono sanzionabili. Anche in questo caso il Consiglio e gli Stati membri sono invitati a fare uso ove applicabile del regime sanzionatorio dell’Ue per la violazione dei diritti umani;
prevenzione dello sfruttamento e protezione dei migranti vittime di traffico: i migranti clandestini corrono un grande rischio di perdere la vita o subire danni durante il viaggio. I loro diritti fondamentali sono spesso gravemente violati attraverso abusi e sfruttamento. È fondamentale fornire protezione e assistenza ai migranti vulnerabili trafficati, con un’attenzione particolare ai bambini e alle donne. La Commissione riporta a riferimento anche le già adottate strategie dell’Ue sui diritti delle vittime 2020-2025, sulla lotta alla tratta di esseri umani 2021-2025 (vedi secondo paragrafo della nostra rubrica del 19.4.2021), nonché la Strategia dell’Ue sui diritti dell’infanzia (vedi nostra rubrica del 29.3.2021). Viene indicato come obiettivo la prevenzione della separazione delle famiglie di migranti nel percorso e lo sviluppo di meccanismi per la ricerca dei migranti scomparsi, con l’impegno di finanziarne i relativi costi;
rafforzare la cooperazione e supportare il rispetto della legge e l’azione giudiziaria. La Commissione fa riferimento alle attività già avviate con il precedente piano anti-traffico 2015-2020 e alla necessità di rafforzamento della cooperazione tra le diverse agenzie dell’Ue preposte quali Europol, Frontex, Easo, Eurojust, Cepol, evidenziando la necessità di una maggior agilità per aggiornare le modalità operative al variare delle circostanze, e considerando anche le nuove sfide determinate dall’utilizzo di strumenti digitali, dei social network da parte dei trafficanti, della contraffazione dei visti e dei documenti. Allo scopo di prevenire le frodi, nel 2022 la Commissione si propone di presentare una proposta per la piena digitalizzazione delle procedure dei visti per l’Ue.
Contrastare lo sfruttamento del lavoro dei migranti irregolari
Nella COM(2021) 591 final sull’applicazione della direttiva 2005/52/Ec del 18 giugno 2009 sugli standard minimi di sanzioni e misure nei confronti dei datori di lavoro di immigrati irregolari, la Commissione parte dalla considerazione di principio che la possibilità di trovare un lavoro nell’economia informale dell’Ue sia una delle principali spinte all’immigrazione irregolare, e come tale va contrastata anche per prevenire l’immigrazione incontrollata.
La Commissione propone misure per rafforzare l’applicazione della direttiva del 2009 in tre aree d’azione: a) sanzioni ai datori di lavoro, b) misure per proteggere i diritti dei lavoratori, c) ispezioni.
La Commissione intende promuovere il dialogo tra Stati membri e offrire supporto per definire l’adeguatezza delle misure, per le diverse aree individuate.
Nel contempo gli Stati membri sono invitati a valutare se il proprio sistema sanzionatorio sia proporzionato e dissuasivo. Per la difesa dei diritti dei lavoratori, devono essere migliorati i meccanismi che favoriscono la denuncia d’impiego irregolare e sfruttamento.
Quale strumento viene indicato anche il supporto alle organizzazioni sindacali e alle organizzazioni della società civile che possono offrire informazioni, assistenza legale e altri servizi ai migranti irregolari.
Sul fronte ispezioni, gli Stati membri sono invitati a concentrare i propri sforzi nei settori economici a maggior rischio, coprendo un numero significativo di aziende del settore, e ripetere le ispezioni a intervalli regolari, prevedendo una formazione adeguata per gli ispettori. Gli Stati membri dovranno effettuare valutazioni dei rischi sullo sfruttamento, includendo anche nuovi ambiti economici quale il lavoro delle piattaforme e comunicarle periodicamente alla Commissione.
Il 29.9 è stato pubblicato il rapporto sull’applicazione della direttiva 2012/18/Ue (Seveso III) sul controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose. Il rapporto mostra che dal 2015 al 2018 il numero d’incidenti industriali maggiori si è stabilizzato su 25 rispetto a circa 12mila stabilimenti oggetto della direttiva, registrando comunque un miglioramento rispetto agli anni precedenti.
Il 27.9 è stata avviata una consultazione sulle industrie ad alta intensità di consumo energetico (quali acciaierie e cementifici) aperta a tutti i portatori d’interesse industriali e sociali, autorità pubbliche, centri di ricerca. La Commissione ha definito quale base della consultazione ipotesi di scenario che integrano anche aspetti relativi alla digitalizzazione dei processi con riferimento anche all’aggiornamento della strategia industriale del maggio 2021.