Al vertice sono intervenuti anche il presidente del Consiglio europeo António Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, partecipando anche a due tavole rotonde sui temi della resilienza e della crescita economica sostenibile e inclusiva, senza lasciare nessuno indietro.
Nel suo discorso in conferenza stampa alla vigilia del vertice, António Costa ha portato questo messaggio chiave ai leader del G20: l’Ue è qui. […] Siamo qui per lavorare insieme, perché nessuno può affrontare le sfide globali da solo. […] Poiché il mondo sta diventando sempre più multipolare, abbiamo bisogno di una maggiore cooperazione multilaterale, non di meno. Parafrasando Desmond Tutu, direi che “il nostro impegno verso il multilateralismo è legato al vostro”.
Ursula von der Leyen ha sintetizzato i risultati dell’Ue in termini di accordi di libero scambio tra Paesi: la nostra rete di accordi di libero scambio è già la più grande al mondo: 44 accordi con 76 partner. Partecipando alla tavola rotonda sulla resilienza, von der Leyen ha rimarcato che la transizione è divenuta più conveniente che mai in termini di costi. Citando l’Agenzia internazionale per l’energia, ha riportato che l’80% della crescita di consumo avverrà in regioni con alta potenzialità di produzione dal sole e che ciò rappresenta una grande opportunità per l’Africa, precisando anche assieme alla produzione di energia eolica. Dunque ha annunciato l’iniziativa di cooperazione concordata con il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa per lo sviluppo delle rinnovabili in Africa nel quadro della strategia Global Gateway, confermando nel contempo che l’Ue continuerà a guidare con il buon esempio rispettando i suoi obiettivi climatici.
Nella tavola rotonda sulla crescita economica sostenibile e inclusiva, senza lasciare nessuno indietro, von der Leyen ha rimarcato che sfruttare le dipendenza dalle importazioni è una perdita per tutti e che è fondamentale un quadro di regole condiviso con l’Organizzazione mondiale del commercio al suo centro.
Il presidente António Costa,intervenendo nello stesso tavolo di discussione, ha approfondito il tema del peso del debito nei Paesi in via di sviluppo quale impedimento nell’investire per il loro futuro, rimarcando come 3,4 miliardi di persone vivono in Paesi che spendono di più in interessi sul debito che non in salute ed educazione, e accogliendo la proposta del presidente Ramaphosa di istituire un panel internazionale sulle diseguaglianze.
Il 22 novembre è stata adottata anche una dichiarazione sull’Ucraina dai leader dell’Ue d’intesa con alcuni dei leader presenti al G20, in cui accogliendo con favore i continui sforzi degli Stati Uniti per portare la pace in Ucraina, è stato valutato che la bozza iniziale del piano in 28 punti include elementi importanti che saranno essenziali per una pace giusta e duratura, ritenendo chela bozza costituisce una base che richiederà ulteriore lavoro, esprimendo preoccupazione per le limitazioni proposte alle forze armate ucraine, che renderebbero l’Ucraina vulnerabile a futuri attacchi.