Investire da oggi in Europa per ridurre la vulnerabilità ai rischi climatici
19 Marzo 2024
Gestione dei rischi climatici nell’Ue
Il 12 marzo, la Commissione europea ha adottato una comunicazione sulla gestione dei rischi climatici in Europa, indicando misure per l’Unione e gli Stati membri al fine di prevedere e meglio affrontare i rischi climatici in rapida crescita, elaborando e attuando politiche in grado di proteggere le vite umane e la prosperità, contenendo i costi economici. La comunicazione fa seguito alla prima valutazione sul rischio climatico in Ue (Eucra) elaborato dall’Agenzia europea per l’ambiente.
La Commissione rimarca la necessità d’investire da subito per ridurre la vulnerabilità ai rischi climatici, poiché ciò consente un notevole risparmio di costi rispetto alle ingenti somme necessarie per recuperare i danni da siccità, inondazioni, incendi boschivi, malattie, perdite di raccolti, ondate di calore e altri impatti dei cambiamenti climatici. La Commissione riporta che, secondo stime prudenti, questi danni potrebbero ridurre il Pil dell’Ue del 7% circa entro la fine del secolo. Mentre gli investimenti in edifici, trasporti e reti dell’energia resilienti ai cambiamenti climatici e nella salute degli ecosistemi naturali possono anche offrire importanti opportunità e giovare all’economia europea in generale, con la creazione di posti di lavoro altamente qualificati, produzione di energia pulita a prezzi accessibili, resilienza e mantenimento della capacità produttiva degli ecosistemi.
Come enunciato dalla Commissione, la resilienza climatica è una questione di mantenimento delle funzioni sociali, ma anche di competitività per le economie e le imprese, e quindi di posti di lavoro. La gestione dei rischi climatici è una condizione necessaria per migliorare gli standard di vita, combattere le disuguaglianze e proteggere le persone.
La comunicazione individua dunque quattro assi d’intervento:
rafforzare la governance: gli Stati membri dovranno mettere in evidenza i rischi e le responsabilità, individuando i “titolari dei rischi”, ovvero i soggetti cui spetta gestirli, attraverso la cooperazione dei diversi livelli di governo nazionale, regionale e locale;
potenziare gli strumenti per responsabilizzare i titolari dei rischi: i decisori politici, le imprese e gli investitori sono chiamati a comprendere meglio il nesso tra rischi climatici, investimenti e strategie di finanziamento a lungo termine. Agire con i giusti segnali di mercato può contribuire a colmare le attuali lacune in termini di resilienza e protezione. A tal fine andranno messi a disposizione informazioni e dati di proiezione di scenari su base scientifica per valutare preventivamente i rischi. La Commissione indica che le proposte legislative sul monitoraggio delle foreste e dei suoli (vedi nostra rubrica dell’11.7.2023) contribuiranno a colmare importanti lacune nei dati, rendendo così più efficaci gli strumenti di allarme rapido in caso di incendi boschivi e altre catastrofi e più accurate le valutazioni dei rischi;
fare leva sulle politiche strutturali: per gestire i rischi climatici è possibile sfruttare con efficienza le politiche strutturali degli Stati membri attraverso una migliore pianificazione territoriale, l’integrazione dei rischi climatici nella pianificazione e nella manutenzione delle infrastrutture critiche e l’instaurazione di un collegamento tra i meccanismi di solidarietà a livello dell’Ue (come il meccanismo unionale di protezione civile, il Fondo di solidarietà e gli investimenti strutturali della politica di coesione) e misure nazionali di resilienza appropriate;
creare le giuste condizioni per i finanziamenti a favore della resilienza ai cambiamenti climatici: la Commissione indica essenziale mobilitare finanziamenti sufficienti, sia pubblici che privati, a favore della resilienza ai cambiamenti climatici. Per garantire che la spesa dell’Ue sia resiliente ai cambiamenti climatici, la Commissione s’impegna a tenere presenti gli aspetti connessi all’adattamento ai cambiamenti climatici nell’attuazione dei programmi e nelle attività dell’Unione, nel quadro del principio “non arrecare un danno significativo”, invitando gli Stati membri a tenere conto a loro volta dei rischi climatici al momento di includere criteri di sostenibilità ambientale nelle gare d’appalto pubbliche.
La Commissione specifica anche le azioni chiave da compiere nei principali cluster d’impatto: ecosistemi naturali, risorse idriche, salute, produzione alimentare, infrastrutture e ambiente costruito, economia.
Tra le altre risoluzioni di rilevo è stata adottata anche la risoluzione sul Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2024. In questa risoluzione, il Parlamento esprime preoccupazione per la situazione economica, la persistente incertezza e la debole crescita, la competitività e la produttività nell’Unione; prende atto con preoccupazione del continuo impatto dei prezzi dell’energia e dell’inflazione sul potere d’acquisto delle famiglie, che si traduce in un aumento del rischio di povertà, anche energetica, per molti europei, nonché sulla capacità operativa delle imprese dell’Ue, comprese le piccole e medie imprese (Pmi). E sottolinea che le riforme strutturali ambiziose restano fondamentali per rafforzare la base economica dell’Ue, promuovere la creazione di imprese e lo spirito imprenditoriale e consolidare la competitività dell’Unione, la sua produttività e il suo potenziale di crescita generale. Viene precisato che l’obiettivo generale resta la realizzazione della duplice transizione in modo sostenibile ed equo affrontando le vulnerabilità strutturali.
Con il G7 è stata adottata una dichiarazione sull’Iran, in cui si esprime preoccupazione per le notizie secondo cui l’Iran starebbe pensando di trasferire missili balistici e relativa tecnologia alla Russia, dopo aver fornito al regime russo gli Uav (ndr. droni), utilizzati per gli attacchi incessanti contro la popolazione civile in Ucraina […] Se l’Iran dovesse procedere a fornire missili balistici o tecnologie correlate alla Russia, siamo pronti a rispondere rapidamente e in modo coordinato, anche con nuove e significative misure contro l’Iran.