Lo scopo è condividere esperienze, conoscenze e buone pratiche per dare risalto agli approcci migliori, testati già su suolo comunitario. Uno strumento di supporto per la pianificazione di politiche di adattamento al cambiamento climatico volto a creare un’ambiente, urbano e naturale, più sicuro e resiliente.
Grazie ad un sondaggio – a cui hanno partecipato 24 dei 33 paesi aderenti all’Agenzia (28 stati Ue più Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e Turchia) – e alle informazioni raccolte nella Climate-ADAPT (la piattaforma europea dedicata proprio alle politiche di adattamento), il rapporto si fonda sulla valutazione delle migliori strategie di prevenzione comunitarie, quelle cioè in grado di ridurre i rischi derivanti da eventi estremi.
Secondo quanto emerge, più della metà dei Paesi ha già portato avanti i propri “piani nazionali di adattamento” e quasi tutti hanno predisposto una “strategia nazionale di adattamento”, oltre a diverse valutazioni su vulnerabilità e cambiamento climatico.
“L’adattamento è fondamentale per garantire che l’Ue nel suo insieme sia più preparata a gestire gli impatti delle ondate di caldo, alluvioni, siccità e mareggiate – conferma l’Eea -. Il rapporto punta ad instaurare un rapporto e far dialogare gli esperti del settore coinvolti nelle politiche pubbliche di adattamento”.
I risultati che scaturiranno dalla collaborazione di tutti gli stakeholder, chiamati in causa dall’Agenzia, rappresenteranno un vero e proprio supporto per la delicata fase decisionale in quei settori “chiave” che hanno una rilevante importanza da un punto di vista socio-economico. Settori come l’agricoltura, la pesca, la costruzione di nuove infrastrutture, senza dimenticare la salvaguardia dei servizi ecosistemici, necessari a sostenere i nostri stili di vita.
Inoltre, la valutazione sarà di supporto anche alla Commissione europea per verificare costantemente l’efficacia della strategia di adattamento portata avanti dall’Unione.