Sicurezza e difesa al centro della riunione di Copenhagen dei leader europei
7 Ottobre 2025
Il 1° ottobre a Copenhagen si è tenuta la riunione informale dei capi di Stato o di governo, ospitata dalla premier danese Mette Frederiksen che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione.
Il tema che ha dominato l’incontro è stato quello della salvaguardia della sicurezza dell’Ue e delle relative misure per la difesa comune. Una questione sollecitata dalle preoccupazioni per i comportamenti della Russia, definiti dal presidente del Consiglio europeo António Costa sempre più provocatori e sconsiderati nelle sue dichiarazioni in conferenza stampa, con le reiterate incursioni dello spazio aereo della Danimarca, della Polonia e dell’Estonia.
I leader hanno accolto con favore le nuove proposte presentate dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e dall’alta rappresentante Kaja Kallas e i relativi progetti faro prioritari finalizzati al rafforzamento della sicurezza dell’Europa, tra cui il muro europeo antidrone e la sorveglianza del fianco orientale.
I temi trattati hanno riguardato anche la mobilitazione di ulteriori fondi per l’Ucraina e un nuovo pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia per colpire i proventi del petrolio, le banche, le cripto-attività e la flotta ombra.
Lo sviluppo del programma prevede tra due settimane la presentazione da parte della Commissione europea della tabella di marcia sulla prontezza alla difesa entro il 2030 e il relativo esame nella prossima riunione di Consiglio europeo prevista tra tre settimane.
Ursula von der Leyen, nel suo discorso, ha trattato i temi della difesa evidenziando che disponiamo di una forza unitaria che deve servire missioni differenti (specificando: la Nato, l’Ue, la Nazioni Unite o la coalizione dei volenterosi), sottolineando dunque l’importanza dell’interoperabilità. Sulla tabella di marcia che sarà presentata a breve ha annunciato che per ogni capacità critica indicata in programma sarà previsto un ruolo leader da parte di uno Stato che dovrà assicurare la giusta scala dimensionale dell’impegno e la giusta velocità nello sviluppo dell’azione.
Nell’incontro di Copenhagen si è tenuto uno specifico vertice sulla competitività, dove la presidente della Commissione ha riferito sui progressi compiuti attuando le indicazioni del rapporto Draghi.
É stata adottata anche la dichiarazione “Migrazione: la nostra comune agenda” definendo in sintetici punti l’impegno condiviso dei leader nella difesa dei confini europei, ad assicurare un quadro normativo e per l’asilo robusto rispettoso dei diritti umani, rispettare principi comuni e adottare partnership per i rimpatri, collaborare con i Paesi di origine e sulle rotte di transito, anche supportando il lavoro e il mandato di agenzie come l’Iom e l’Unhcr.
Altre novità
Il 2 ottobre, con la dichiarazione dell’Alta rappresentante, a nome dell’Unione europea è stato accolto con favore l’impegno del presidente Trump per porre fine alla guerra a Gaza e i principi delineati, con un Hamas demilitarizzato e senza alcun ruolo nella futura governance, l’eliminazione di qualsiasi minaccia per Israele e il suo popolo, la garanzia che Gaza non sarà occupata e che i palestinesi non saranno sfollati. Precisando che il rispetto del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario, è un imperativo.