• L’Istituto di studi superiori sulla donna lancia la call for ideas “What4digital” per sviluppare una nuova cultura inclusiva e sostenibile della digitalizzazione. La call nasce come parte del progetto “Women enhancing work change 2021” con lo scopo di approfondire il dibattito sul tema della trasformazione digitale, del gender gap e dell’empowerment femminile nella ripresa dopo la pandemia.

  • La percentuale di anglofoni online diventa sempre più piccola (solo il 25% nel 2020). È possibile, dunque, che l'inglese possa diventare una lingua per l'élite globale. Secondo i dati raccolti dal giornalista Luca De Biase sul suo blog, la lingua di Shakespeare presenta delle limitazioni: un vantaggio sleale per chi è madre lingua e una diffusione non così estesa (per esempio solo il 10% della popolazione indiana ed europea parla inglese correttamente).

  • Si sono riunite online le parti che sottoscrivono il protocollo di Montreal sulle sostanze che riducono lo strato di ozono. I delegati avevano poche ore per raggiungere un accordo intorno ai negoziati sulla ricostituzione del Fondo multilaterale. Sebbene le parti alla fine si siano accordate su alcuni elementi, la portata di questo lavoro è stata significativamente più limitata, spiega il sito dell’International Institute for Sustainable Development.

  • Data2X e Open data watch hanno pubblicato un rapporto che mostra che le lacune ricorrenti nell’acquisizione di dati stanno esacerbando le disuguaglianze di genere. Il rapporto "State of gender data financing - 2021” rileva che, durante la pandemia, la mancanza di indicatori di genere affidabili ha "lasciato le donne e i loro figli più vulnerabili alla pandemia”. Per questa ragione vengono presentati sei step per colmare la carenza di dati. 

  • “L’Italia non sta usando il Piano per costruire una visione condivisa, forte e mobilitante per un futuro migliore del nostro Paese. I cittadini e le cittadine e le organizzazioni della società devono contribuire a dare anima al Piano, a costruire la motivazione che manca”. Con queste parole il Forum disuguaglianze e diversità ha presentato il suo documento di commento al Pnrr.

  • Si è concluso il 28 aprile con un appello per un futuro sostenibile il Nobel prize summit 2021, la riunione di premi Nobel, scienziati e politici sull’azione per discutere i problemi dell’umanità. Titolo di quest’anno: “Our planet, our future, an urgent call for action”. L'evento virtuale ha visto alternarsi discussioni e spettacoli dal vivo. I relatori hanno così esplorato le soluzioni ad alcune delle maggiori sfide per il pianeta.

  • Partirà il 3 maggio il progetto Speciale per la didattica. Nei 18 seminari previsti, il dipartimento di Scienze della terra dell’Università di Pisa (UniPi), in collaborazione con Manifatture digitali cinema, offre l’opportunità di acquisire conoscenze nel campo della comunicazione ambientale attraverso l’apprendimento di tecniche video di divulgazione delle conoscenze scientifiche sui cambiamenti climatici. 

  • Nell’anno dell’Economia creativa per lo sviluppo sostenibile, l’Unesco apre le candidature per finanziamenti dal Fondo internazionale per la diversità culturale (Ifcd) per sostenere il settore colpito dal Covid. Istituito nel 2005, l’ente per la tutela della diversità delle espressioni culturali ha già sostenuto il settore con 8,7 miliardi. La call for application scadrà il 16 giugno 2021.

  • Ci sono ancora lacune nella governance e negli strumenti analitici per gestire gli effetti di ricaduta transfrontaliera delle politiche nazionali. Tutto questo pone una sfida ai governi nella progettazione e nell'attuazione delle strategie di sostenibilità. Lo spiega il report “Understanding the spillovers and transboundary impacts of public policies”, realizzato dall’Ocse e dal Centro comune di ricerca della Commissione europea.

  • È disponibile online gratuitamente la consueta traduzione in italiano dell’EuroMemorandum 2021 realizzata da Sbilanciamoci!. Il lavoro “Un’agenda per la trasformazione socio-ecologica dell’Europa dopo la pandemia”, è il sunto dei dibattiti e delle relazioni presentate alla conferenza annuale dall’EuroMemo group, una rete di economisti europei vicini ai temi dell’Agenda 2030.