Sono 3,5 milioni i bambini che vivono in povertà, con conseguenze a livello di abbandono scolastico, esclusione sociale, alimentazione, attività fisica e salute. Lo rivelano l’Atlante dell’infanzia di Save the Children e fonti Istat.
Il divario tra ricchi e meno abbienti è in crescita dagli anni ’70. Otto organizzazioni e un gruppo di studiosi si sono uniti per contrastare il fenomeno. Tra i promotori, Fabrizio Barca, Enrico Giovannini e Flavia Terribile dell'ASviS.
Nel 2015 circa 119 milioni di persone, quasi un quarto dell’intera popolazione europea, si trova a rischio povertà ed esclusione sociale. Un rischio che aumenta significativamente per giovani, donne, stranieri e nuclei familiari a bassa scolarizzazione.
La relazione del Centro Studi e Ricerche IDOS, in collaborazione con l’Unar, Unione Associazioni Regionali di Roma e del Lazio, con la rivista interreligiosa “Confronti” fotografa la situazione nel 2015 in Italia e nel mondo dal punto di vista sociale, economico, culturale e politico.
Nella città americana dal 10 al 19 luglio avrà luogo il prossimo vertice delle Nazioni Unite per il monitoraggio e la collaborazione internazionale sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile contenuti nell'Agenda 2030.
L'80% degli indigenti vive nelle campagne, il 65% di loro lavora nell'agricoltura e al 39% non hanno ricevuto un'istruzione di base. Stime, dati, soluzioni e prospettive nel rapporto The Poverty and Shared Prosperity 2016. Taking on inequality.
Lo studio dell'Undesa, il dipartimento Onu per economia e affari sociali, ha stimato che 225 milioni di donne vorrebbero usare moderni contraccettivi ma non possono. In Africa la percentuale più alta di necessità che rimane elusa.
Il Rapporto elaborato dall'Università di Oxford mostra come le condizioni di vita su scala globale stiano mutando: povertà, istruzione, salute, libertà e popolazione sono gli elementi presi in esame.
Le soluzioni a molti dei problemi affrontati dall’Agenda 2030 già esistono e si possono raggiungere, anche nei Paesi più poveri. Migliorare il mondo con gli Obiettivi Onu è possibile, ma bisogna agire in modo diverso, sostiene Michael Green.
Con il World Population Prospects 2017 i pronostici per la popolazione al 2050 aumentano di 100 milioni di individui rispetto alle ultime previsioni. Tra le cause principali la rapida crescita demografica in Africa e India.



































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