Ridurre i consumi domestici di energia, evitare di bruciare materiale non idoneo nelle stufe, prediligere una mobilità sostenibile e condivisa e alimenti a km 0, sono alcuni dei consigli dell’Agenzia Provinciale trentina per la Protezione dell’Ambiente.
Il nostro Paese recupera e ricicla il 76,9% dei rifiuti a fronte di una media Ue del 37%. Merito soprattutto delle città settentrionali, con Trento, Aosta, Perugia e Milano in testa, mentre al Sud si ricicla meno e si paga di più per il trattamento.
In Italia si spreca ogni giorno cibo per 960 kcal pro-capite, ma a parità di risorse la piccola agricoltura produce 2-4 volte meno sprechi dell’agroindustria. Contro le eccedenze, l’Ispra raccomanda la prevenzione strutturale.
Nel libro “Prosperità senza crescita”, l’economista sostiene che, arrivati a un certo livello di reddito, il benessere generale dipende da altri fattori a cominciare dal lavoro. Ci sono settori sui quali si dovrebbe investire di più.
Da Enel e Intesa San Paolo un documento condiviso con le grandi aziende dell'eccellenza italiana per un migliore impiego di risorse naturali, riciclo e gestione dei rifiuti.
Nel Rapporto “Long-Term Megatrends 2018” l'Italian institute for the future ha individuato nell'ultimo anno dieci tendenze che verosimilmente condizioneranno i cambiamenti sostanziali sul lungo periodo.
Come si può porre fine all'inquinamento da plastica? È la domanda cui David Katz, fondatore e Ceo della Plastic Bank, sta cercando di rispondere. Un progetto complesso che coniuga sostenibilità, crescita economica e lotta alla povertà.
La plenaria dell'Europarlamento ha dato il via libera ai nuovi obiettivi da raggiungere nel settore del riciclo: si punta al 55% di rifiuti riciclati entro il 2025 e al 65% nel 2035. L’Italia dovrà ridurre lo smaltimento in discarica.
Lo sviluppo sostenibile non può che essere al centro delle smart strategy del Paese. E’ quanto è emerso dall’evento del Festival organizzato dal Mibact. Giovannini: “ognuno di noi diventi motore di cambiamento”.
A livello mondiale viene ancora prodotta una quantità otto volte maggiore di plastica nuova rispetto a quella riciclata. Qualità, infrastrutture ed economia di scala tra i problemi riscontrati dall’Organizzazione.



































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