Il Commitment to Development Index 2017 ci restituisce una fotografia complessiva dei flussi destinati allo sviluppo e delle politiche dei Paesi ricchi a favore dei più poveri. Sul podio, Danimarca, Svezia e Finlandia.
Dal 2014 la performance politica dell’Italia è notevolmente migliorata in termini di sostenibilità, ma è ancora insufficiente rispetto alla media Ocse. Punteggi sufficienti invece per democrazia e governance, secondo la Fondazione Bertelsmann.
La Commissione europea ha appena approvato un pacchetto da 222 milioni di euro a sostegno di progetti a favore dell’ambiente e del clima. L’Italia riceverà 83 milioni per l’implementazione di 31 progetti.
La quota di Aps è in crescita, ma i dati ufficiali si differenziano notevolmente da quelli reali. Se si considerano solo gli aiuti che arrivano davvero fino ai beneficiari, per raggiungere l’obiettivo Onu dello 0,7% Aps/Pil servono altri 35 anni.
Il rapporto “Come on!” illustra l’insostenibilità della nostra epoca, propone una nuova era di Illuminismo dominata dall’equilibrio fra uomo e natura, con soluzioni sostenibili già esistenti. Ma il Pianeta non aspetta, bisogna agire ora.
Nel Rapporto “Long-Term Megatrends 2018” l'Italian institute for the future ha individuato nell'ultimo anno dieci tendenze che verosimilmente condizioneranno i cambiamenti sostanziali sul lungo periodo.
A poche settimane dall'evento, Seul pubblica il primo Rapporto completo sullo sviluppo sostenibile del Paese e sulle misure e strutture a basso impatto messe a punto dal luglio 2015.
Terminologie come "tabella di marcia", "piano" o "quadro di riferimento" non bastano più: pochissimi dettagli sulle azioni concrete, e solo il 30% dei Paesi membri dell’Onu ha gli SDGs nei piani di sviluppo nazionale.
La task force Elti presieduta da Prodi ha presentato il suo piano per ridurre il gap nel campo dell’istruzione, della salute e dell’edilizia. Strumento essenziale è la finanza sostenibile, che unisce fondi pubblici e risorse private.
Abbandonare l'approccio “business as usual”, con una maggiore attenzione alle esigenze specifiche di ciascun Paese: così Guterres nel secondo Rapporto di riposizionamento delle operazioni di sviluppo delle Nazioni Unite.



































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