Presentato da Cesvi l’Indice globale della fame, uno dei rapporti internazionali che misura la fame nel mondo in un’ottica multidimensionale, mentre il 16 ottobre, in occasione dell’anniversario di fondazione, la FAO ha celebrato la Giornata mondiale dell’alimentazione.
Secondo Iisd e Ifpri, per raggiungere l’obiettivo “zero hunger” entro il 2030 servono 4 mld di dollari in più dai donatori e sette dagli stessi Paesi in emergenza, da investire in infrastrutture, politiche agricole e sovvenzioni alle popolazioni più esposte.
L’Europa non contribuisce a una filiera alimentare efficiente sotto il profilo delle risorse. Secondo una nuova relazione della Corte di Lussemburgo la strategia dell’Unione va potenziata e coordinata meglio.
Popolazione in aumento, cambiamenti climatici e sprechi minacciano la sicurezza alimentare globale. Il nuovo Rapporto Fao avverte: l’attuale tasso di progresso non basta per eliminare la fame entro il 2030, ma neanche entro il 2050.
Rispetto allo scorso decennio, il nuovo Oecd-Fao Agricultural Outlook prevede una riduzione della domanda di prodotti alimentari e un calo dei prezzi, ma persisteranno insicurezza alimentare e malnutrizione.
Nell’ultimo anno, il numero di persone denutrite a livello globale è cresciuto di 38 milioni e sono aumentati anche i tassi di obesità. Più lontani dall’Obiettivo di un mondo a fame zero secondo un Rapporto Onu.
Gli elevati livelli di anidride carbonica nell’atmosfera stanno alterando il profilo nutrizionale di molti alimenti. Nei prossimi anni potremmo assistere a un calo dell’8% dei minerali contenuti in grano, orzo, riso e patate.
Secondo l’Unicef la battaglia contro fame e malnutrizione non si combatte solo nei Paesi in via di sviluppo: 605 milioni di bambini nel mondo vivono in stato di insicurezza alimentare, un bambino su cinque in Usa e Inghilterra.
La chiave per la crescita economica dei Paesi in via di sviluppo non è l’industrializzazione ma lo sviluppo delle zone rurali. Per valorizzarle serve un approccio agro-territoriale di politiche e investimenti, dice la Fao.
L’Indice globale della fame 2017 rileva miglioramenti in termini di denutrizione, mortalità infantile e malnutrizione, ma a livello globale la fame è tornata ad aumentare. Situazione peggiore in Yemen e Africa sub-sahariana.



































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