Già la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (adottata, nel 2017, dal Cipe – oggi Cipess su proposta dell’ASviS), quale strumento attuativo dell’Agenda 2030 a livello nazionale e all’elaborazione della quale l’Alleanza collaborò, inseriva l’Educazione nell’ambito dei vettori di sostenibilità, che rappresentano le leve fondamentali per avviare, guidare, gestire e monitorare l’integrazione della sostenibilità nelle politiche, nei piani nei progetti nazionali.
Il Piano, che riguarda l’educazione della cittadinanza verso una dimensione globale equa, inclusiva e sostenibile, consiste tra l’altro in attività da svolgere in Italia nelle scuole, nelle università, con i Comuni e gli enti locali anche per diffondere i valori dell’Agenda 2030.
Per redigerlo è stato aperto un tavolo di confronto e scambio tra i diversi attori coinvolti: ministeri, enti territoriali, università e società civile. L’ampio numero e la diversa natura degli attori coinvolti ha permesso che ognuno vedesse valorizzata la propria esperienza, le migliori pratiche in un dialogo positivo e dinamico.
Il Piano attua la Strategia nazionale di educazione alla cittadinanza globale approvata dal Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo nel giugno 2020 e rappresenta la risposta condivisa alla necessità di dotarsi di un documento operativo a livello nazionale, evidenziata anche dall’Ocse-Dac durante la Peer Review del 2019. Inoltre, definisce gli Ambiti Tematici, approfondisce i Percorsi di Educazione formale, non formale e di informazione e sensibilizzazione, la struttura di Governance a livello nazionale e territoriale e il sistema di Monitoraggio e Valutazione.
Inoltre, il Piano sottolinea le diverse possibilità di sinergia strategica e coerenza tra gli attori istituzionali, riconoscendo al documento anche una finalità di “sistematizzazione”.
Secondo l’Unesco, l’Educazione alla cittadinanza globale (Ecg) è strettamente legata all’educazione allo sviluppo sostenibile (Ess), in termini di monitoraggio delle politiche e delle pratiche educative.
Educazione come vettore di sostenibilità
L’Ecg ha come obiettivo la promozione del rispetto di tutti, un senso di appartenenza ad un’umanità comune, l’adozione di atteggiamenti e comportamenti di responsabilità e cittadinanza attiva. Mira a formare individui capaci di assumere ruoli attivi nell’affrontare le sfide globali e di contribuire in modo proattivo a rendere il pianeta più pacifico, tollerante, inclusivo e sicuro.
L’Ess è strettamente collegata all’Ecg e si basa sull’Agenda 2030: l’educazione è descritta come uno dei vettori di sostenibilità fondamentali per l’integrazione della sostenibilità nelle politiche, nei piani e nei progetti nazionali.
Il percorso, la strategia, la governance
Per affrontare le sfide globali è necessario un approccio educativo multidimensionale, basato sulle connessioni e le contaminazioni, sull’inter e transdisciplinarità, sulla valorizzazione delle singolarità e delle diversità. La Strategia Ecg prevede che l’Educazione alla cittadinanza globale sia un percorso di apprendimento lungo tutta la vita che coinvolge tutti i cittadini e si estende a tutti i contesti sociali. Include dunque percorsi di educazione formale e non formale, di informazione e sensibilizzazione. La governance deve prevedere tavoli intersettoriali di concertazione a tutti i livelli e modalità di facilitazione tra attori che praticano linguaggi diversi e coerenti con le linee di azione definite a livello europeo e internazionale.
Internazionalizzazione dell’educazione
L’obiettivo è superare la frammentazione educativa e tradurre i principi e i valori dell’educazione alla cittadinanza globale in azioni e cambiamenti significativi, a livello nazionale e locale. È importante che i piani Ecg siano integrati con la programmazione regionale in materia di cooperazione internazionale, sviluppo sostenibile, immigrazione, economia sociale e solidale, istruzione ed educazione, politiche di genere e altri settori attinenti all’Ecg. Possono anche essere sviluppati piani di azione locale Ecg su scala comunale o sovracomunale-metropolitana.
Il documento “Piani territoriali per l’Educazione alla Cittadinanza Globale” fornisce infatti le linee guida per l’azione a livello regionale, gli strumenti di attuazione, le risorse e la durata di attuazione, e il rapporto di complementarità tra l’azione a livello nazionale e quella a livello regionale.
Monitoraggio e valutazione. La durata del Piano di azione nazionale è triennale e la dotazione finanziaria è data da contributi provenienti da livello nazionale, regionale e locale, da fondazioni e organismi del Terzo settore per costituire una matrice di finanziabilità degli interventi proposti su scala nazionale e territoriale.
Il Piano promuove un sistema di valutazione di qualità per l’istruzione e l’educazione e richiede processi di valutazione integrati e multilivello. L’obiettivo è quello di contribuire alla crescita di una corresponsabilità di individui e organizzazioni, in senso di cittadinanza globale. Una complessità valutativa che coinvolge tutti gli attori e gli stakeholder del sistema educativo. Per rendere il processo valutativo condiviso ed efficace, si propone la costituzione di un organismo che coinvolga tutti gli attori del tavolo e altri organismi per supportare il lavoro del tavolo e degli enti territoriali nella definizione delle azioni e nella programmazione di politiche e attività, sia nella valutazione delle stesse a livello territoriale e nazionale.