Da Mariana Mazzucato a Johan Rockström e Jeffrey Sachs, in vista del Summit del futuro arrivano le prime ipotesi sulle sorti del Piano globale. Intanto anche l’ASviS si interroga su come “disegnare il futuro, cambiando il presente”.
Aumentano gli investimenti in rinnovabili, ma crescono anche i finanziamenti alle energie fossili. In Italia il decreto aree idonee preoccupa gli esperti. ASviS: “Accelerare e investire subito nella transizione conviene”. 21/6/24
Transizione ecologica e digitale, formazione e ricerca, competitività e superamento delle disuguaglianze sono sfide che non si possono affrontare solo con politiche nazionali. E la democrazia va rafforzata, riducendo l’astensionismo.
di Enrico Giovannini
In questa campagna elettorale è circolata una narrazione che vorrebbe ritardare la transizione ecologica per non danneggiare il sistema economico. È vero il contrario, ma farlo capire all’opinione pubblica sarà il grande impegno dei prossimi anni.
Con i suoi 1.250 eventi, il Festival dello Sviluppo Sostenibile ha rappresentato una grande mobilitazione dal basso per sollecitare il cambiamento. Un patrimonio di partecipazione democratica che abbiamo il dovere di far progredire.
Le guerre in corso hanno rinsaldato i legami tra le nazioni del G7, ma hanno evidenziato la divaricazione dai Paesi emergenti. Per ricucire la tela dell’Agenda 2030 e del multilateralismo serve un’Europa con capacità di leadership.
Alla vigilia delle elezioni europee, il Rapporto Bes dell’Istat denuncia i punti deboli nel benessere collettivo, gli scienziati avvertono i politici sui rischi della disinformazione e si cerca di configurare una nuova Europa.
La decisione di Strasburgo stabilisce che i governi che non agiscono sul clima violano i diritti umani. Mentre i Paesi del G20 continuano a finanziare le fonti fossili si avvicina la discussione sulla Legge sul clima.
Italia indietro su investimenti in sanità rispetto ad altri grandi Paesi Ue. Liste d’attesa infinite, rinunce alle cure e divari regionali devono spingerci a riorientare il sistema sanitario, monitorando gli effetti dell’autonomia differenziata.
Alla fine di questo secolo per ogni persona che compirà ottant’anni ci sarà un solo neonato. La scommessa del futuro sarà come mantenere gli anziani nella popolazione attiva. E per l’Italia si pongono problemi urgenti.



































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