Cristiano Gori, ideatore del Reddito di emergenza insieme all’ASviS e al Forum dd, ha scritto su lavoce.info che il provvedimento “doveva essere la misura per sostenere le famiglie in gravi difficoltà economiche”. Ma la complessità delle procedure e le scarse informazioni ne hanno limitato l’efficacia.
La Call for paper del convegno Sisec2020, che si terrà dal 9 al 12 giugno 2021 presso il dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’università di Catania, sarà dedicata al tema "Contrasto alla povertà redditi minimi e inclusione attiva nell'emergenza". Il termine per l’invio delle proposte è il 30 dicembre.
“Apprezziamo che il Governo nell’ultimo decreto abbia previsto di rinnovare il Reddito di emergenza (Rem). Peccato, però, che non si sia intervenuto per superare le criticità che lo rendono difficilmente accessibile” hanno scritto in un comunicato congiunto Fabrizio Barca (Forum Dd), Enrico Giovannini (ASviS) e Cristiano Gori (Università di Trento).
Il network, che riunisce decine di organizzazioni che operano a sostegno degli indigenti, ha individuato alcuni correttivi che dovrebbero essere inseriti nella prossima Legge di bilancio.
La riunione dei ministri delle finanze del G20 ha affermato che la sospensione esonererà questi Paesi dal pagamento di 14 miliardi di dollari, che sarebbero dovuti scadere a fine anno, in modo da procedere con le misure di assistenza sanitaria per combattere il Coronavirus e stimolare la ripresa.
L'intesa, nell’ambito del Development assistance committee dell’Ocse, ha dato una risposta alle richieste dei Paesi in via di sviluppo di estendere gli sforzi per la riduzione e la riprogrammazione del debito internazionale. Il nuovo accordo apre la strada a un'azione più risoluta per sollevare questi Stati dal peso del debito e dalle conseguenze economiche e sociali della pandemia.
I membri del Comitato di aiuto allo sviluppo (Dac) dell'Ocse, composto da 29 Paesi donatori e dall'Unione europea, hanno concordato un metodo per segnalare la riduzione del debito come aiuto pubblico allo sviluppo (Aps). L'accordo segue le richieste dei Paesi in via di sviluppo e della società civile di ampliare gli sforzi internazionali in questo senso.



































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