• Secondo il rapporto annuale dell’Iea, la domanda globale di carbone è avviata verso un calo graduale entro il 2030. Dopo un ultimo rialzo nel 2025 (+0,5%), che porterà i consumi al record di 8,85 miliardi di tonnellate, dal 2026 la produzione elettrica a carbone inizierà a scendere, sotto la spinta di rinnovabili, nucleare e gas naturale. Entro il 2030 la domanda tornerà ai livelli del 2023, mentre il consumo industriale resterà più resiliente. 12/01/26

  • Il rapporto 2025 di Lancet Countdown- Oms rileva che 12 dei 20 indicatori legati alle minacce per la salute hanno toccato livelli record. Il caldo estremo ha fatto aumentare del 23% la mortalità dagli anni ’90, con una media di 546mila decessi l’anno, e nel 2024 ha comportato 640 miliardi di ore di lavoro perse e danni economici per oltre mille miliardi di dollari. C’è però un segnale incoraggiante: la riduzione dell’inquinamento atmosferico tra il 2010 e il 2022 ha evitato circa 160mila morti premature ogni anno. 19/11/25

  • L'urgenza di agire sul clima è anche un'urgenza sanitaria. L'inazione sta già producendo conseguenze insostenibili: aumento della mortalità legata al caldo, danni alle infrastrutture, ingenti perdite economiche e un netto aggravamento delle disuguaglianze. Per questo motivo, la Commissione pan-europea su clima e salute chiede ai leader della Cop 30 di adottare il Belém Health Action Plan e procedere a un deciso abbandono dei combustibili fossili. 21/11/25

  • Dal 30 dicembre entra in vigore il Regolamento europeo 2023/1115 che impone a grandi e medie imprese, con proroga al 30 giugno 2026 per piccole e micro, di commercializzare ed esportare solo prodotti che non contribuiscano alla deforestazione e al degrado forestale nell’Ue e nel mondo. Tra questi legno e carta, soia, olio di palma, caffè, cacao e carne bovina. Le misure puntano a risparmiare oltre 32 milioni di tonnellate di CO₂ l’anno e a frenare l’espansione agricola responsabile della perdita di foreste. 4/12/25

  • Un rapporto dello Science panel for the Amazon sottolinea come l’interconnessione tra sistemi ecologici e socioculturali sia essenziale per proteggere gli ecosistemi amazzonici, promuovere lo sviluppo sostenibile e tutelare le comunità locali. Analizzando otto dimensioni della connettività, il documento individua i principali rischi, dai modelli economici attuali al cambiamento climatico, e propone raccomandazioni chiave per conservare l’Amazzonia. 4/12/25

  • Secondo un nuovo report di The Pew Charitable Trusts e partner, senza interventi l’inquinamento da plastica potrebbe più che raddoppiare entro il 2040, raggiungendo 280 milioni di tonnellate l’anno e aggravando impatti su salute ed emissioni. Politiche di riuso e restituzione, insieme alla riduzione della produzione e all’uso di materiali alternativi, potrebbero tagliare dell’83% l’inquinamento globale e quasi azzerare quello da imballaggi entro il 2040. 18/12/25

  • Giovanni Carrosio e Vittorio Cogliati Dezza, membri del Forum Disuguaglianze e Diversità, mostrano come la crisi climatica amplifichi le disuguaglianze e come una transizione mal disegnata possa aggravarle. Nel volume, edito da Donzelli, delineano un welfare energetico-climatico che unisce giustizia ambientale e sociale, aggiornando le tutele ai nuovi rischi. Un approccio multilivello che intreccia decarbonizzazione, coesione e specificità dei territori. 5/11/25

  • Il volume di Aspen Institute Italia e Istituto Enciclopedia Italiana evidenzia come convinzioni, valori e vissuti personali influenzino la nostra percezione della scienza. Tre i temi chiave: l’impatto della pandemia sulla fiducia negli scienziati, cambiamento climatico, vaccini. Dalla ricerca emerge che la fiducia nella scienza regge, mentre cala quella nei governi, riaprendo il dibattito su come ricostruire il legame tra scienza, cittadini e politica e come coltivare pensiero critico nell’era delle fake news. 28/10/25

  • Un nuovo studio realizzato dal Cmcc, pubblicato su Science Advances, mostra che politiche climatiche rigorose per evitare anche solo un superamento temporaneo della soglia di 1,5°C potrebbero salvare 207mila vite entro il 2030 e ridurre i danni economici di oltre 2.200 miliardi di dollari Usa, circa il 2% del Pil mondiale del 2020. I benefici maggiori si registrerebbero in Cina e India, dove densità di popolazione e inquinamento atmosferico sono più elevati. 28/10/25

  • Secondo un nuovo rapporto di Systemiq, realizzato con oltre 20 partner accademici e istituzionali, gli investimenti nella resilienza climatica rendono quattro volte i costi. Su larga scala, potrebbero creare oltre 280 milioni di posti di lavoro entro il 2035 e portare il mercato della resilienza a 1.300 miliardi di dollari l’anno entro il 2030. Nelle economie più vulnerabili, l’adattamento potrebbe far crescere il Pil fino al 15% entro il 2050, rafforzando stabilità e sostenibilità fiscale. 24/10/25