Diverse ricerche commissionate dall’Unep affrontano gli effetti dell’inquinamento marino da plastiche. Le microparticelle penetrano anche negli organi dei pesci che arrivano sulle nostre tavole.
La produzione ittica è influenzata da molteplici shock ambientali che alterano la salute degli habitat e limitano la food security di molti Paesi in via di sviluppo. In Europa il 19% degli habitat marini sono zone in ‘pericolo critico’ o ‘vulnerabili’.
Nel rapporto Global Marine and Polar Programme dell'Iucn viene stimato che una percentuale compresa tra 15% e il 31% dei circa 9,5 milioni di tonnellate di plastiche in mare è costituita da microplastiche primarie, ovvero derivanti da attività umane.
Nata sotto l'egida dell'Unep, la Convenzione di Minamata ha lo scopo di ridurre significativamente le emissioni del metallo neurotossico dannoso per salute e ambiente. Dal 23 al 29 settembre la Cop-1 a Ginevra.
Ricognizioni aeree hanno rivelato danni alla barriera corallina australiana per un’estensione di 1500 km: è il secondo fenomeno di sbiancamento in soli 12 mesi. A dare l’allarme è il Centre of Excellence for Coral Reef Studies.
Il Rapporto dell'Iucn evidenzia sette siti marini che hanno le caratteristiche per richiedere lo status di patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco. Ricerca del petrolio, pesca intensiva e navigazione le nuove minacce alla biodiversità.
L'International Conference on Seafood Transparency and Sustainability nella capitale giapponese, scelta proprio per il ruolo centrale da produttore e consumatore nel settore ittico che il Paese riveste.
Approvato un documento che ribadisce in 14 punti l’importanza dell’ecosistema marino. Proposte più di mille “azioni volontarie” da parte della società civile, comprese due iniziative di Legambiente per il Mediterraneo.
La fondazione olandese ha stimato che di tutto l'inquinamento proveniente dai fiumi, ben due terzi è provocato da 20 corsi quasi tutti in Asia. Ecco perché la tecnologia messa a punto deve essere associata alla chiusura di queste fonti.
L’incontro, deciso in sede Onu, si terrà entro il 2018 e servirà ad elaborare il testo di un accordo giuridicamente vincolante per l’uso sostenibile della biodiversità marina fuori dalle acque territoriali.



































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