Alle donne, al lavoro e ai diritti, ma purtroppo anche alla violenza di genere, è dedicata l'ultima puntata della rubrica in onda su Radio Radicale, a cura di Ruggero Po e Valeria Manieri, che di volta in volta affronta uno degli SDGs.
Cresce il numero di donne elette nei consigli regionali e nei cda delle società quotate in borsa ma il 30% delle madri che hanno un impiego lo lascia alla nascita del figlio. Stabile il dato su femminicidi e stupri, ma aumenta la gravità degli abusi. Il Goal 5 nel Rapporto ASviS 2017.
Necessari interventi di lungo periodo e un solido partenariato pubblico-privato, dice il documento conclusivo dell’indagine, con il contributo ASviS in audizione. Stabilità economica e disciplina fiscale non bastano per attuare gli SDGs.
In oltre 200mila hanno manifestato a Roma il 26 novembre al grido di "Non una di meno". Sul piano concreto, sperimentato da WeWorld un percorso di protezione per le vittime di violenza sessuale, maltrattamenti e atti persecutori.
Il piano quinquennale dell’Ong si pone l’obiettivo di garantire a 100 milioni di bambine il diritto di imparare, condurre il cambiamento, decidere per se stesse e crescere lontano da violenza, discriminazione e paura.
Ogni anno vengono spesi 17 miliardi per la copertura medica e assistenziale alle vittime. Applicando la metodologia SROI a un piano di prevenzione e contrasto previsionale, WeWorld ha calcolato i ricavi sociali di possibili investimenti.
A margine del Forum annuale dell'Ocse, 250 “giovani ambasciatori” provenienti da 50 Paesi si sono incontrati a Parigi e hanno chiesto il rifinanziamento del Fondo globale contro la povertà estrema. Se ne discuterà in Italia in una riunione il 27 giugno.
Gli indicatori Ocse mostrano lo stato attuale delle condizioni femminili nell’ambito delle azioni da intraprendere ai fini del raggiungimento al 2030 del Goal 5 "Raggiungere l'uguaglianza di genere per l'empowerment tutte le donne e le ragazze" e dei relativi target.
Una relazione della Commissione europea in merito al divario pensionistico di genere riferito al 2012 mostra come in tutti i 28 Pesi membri esista questo scarto che va da un minimo del 5% a un massimo del 42%. La discussione in Parlamento Ue è prevista per l'inizio del 2017.
Lo studio dell'Undesa, il dipartimento Onu per economia e affari sociali, ha stimato che 225 milioni di donne vorrebbero usare moderni contraccettivi ma non possono. In Africa la percentuale più alta di necessità che rimane elusa.



































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