Comunicati stampa

Comunicati stampa2026-09-23T08:44:26+00:00
  • 14 Dicembre 2022

    ASviS: l’Assemblea degli aderenti condivide il nuovo Statuto e il programma di lavoro 2023.

    Confermati i Presidenti Marcella Mallen e Pierluigi Stefanini. Enrico Giovannini sarà il Direttore scientifico e Giulio Lo Iacono il Segretario generale. La settima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile si svolgerà dall’8 al 24 maggio 2023

  • 13 Dicembre 2022

    Basta morti in strada, basta morti in bici: a Roma 15 sigle in piazza per chiedere una viabilità più sicura

    La coalizione: “Velocità, distrazione e mancato rispetto delle regole da parte degli automobilisti, tra le prime cause d’incidente stradale. La bici non è intralcio alla circolazione, ma parte della soluzione per città più vivibili. Dare spazio e sicurezza alle persone, avvicinando Italia a standard europei”

  • 6 Dicembre 2022

    Presentato il Rapporto ASviS 2022 “I territori e lo sviluppo sostenibile”

    Aumentano le distanze tra le Regioni, ancora lontano il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Le disastrose alluvioni di Marche e Ischia dimostrano l’urgenza di norme nazionali rigorose per il governo del territorio.

  • 25 Novembre 2022

    Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

    ASviS: occorrono azioni immediate e decisive per eliminare disparità di genere e stereotipi dannosi in ogni settore e aggiornare la normativa. Marcella Mallen (presidente dell’Alleanza): “Servono misure urgenti e più efficaci per dare piena attuazione alla Convenzione di Istanbul”.

  • 11 Novembre 2022

    ASviS a Ecomondo: la sfida della transizione passa dalle competenze sul lavoro

    L’evoluzione del mondo del lavoro è fondamentale per affrontare la transizione ecologica, rendere più resiliente il sistema produttivo italiano di fronte alle crisi in corso, portare avanti il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e prepararsi così ad affrontare un futuro più giusto e sostenibile. Su questi temi si è soffermato l’incontro “La sfida delle competenze per la transizione al lavoro” organizzato dall’ASviS con il Comitato tecnico scientifico di Ecomondo.

  • 27 Ottobre 2022

    Festival dello Sviluppo Sostenibile, l’Università di Padova vince il Premio Giusta transizione 2022

    Il progetto UniPadova Sostenibile, attività partecipata e inclusiva di buone pratiche per la sostenibilità sociale e ambientale dell’Università di Padova, ha ricevuto il Premio Giusta transizione 2022, attribuito dall’ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile alla persona, associazione o impresa che ha promosso in modo significativo l’evoluzione verso un’economia ambientale sostenibile tenendo conto dell’impatto sociale.

  • 20 Ottobre 2022

    Si conclude il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2022, attenzione ai giovani e al futuro

    La società italiana vuole un Paese più sostenibile, agire subito per una giusta transizione – Giovani, futuro, servizio civile e cambiamento culturale i temi al centro dell’evento conclusivo al PalaExpo di Roma – Raggiunte oltre 20 mln di persone, 1,4 mln di visualizzazioni in diretta. In cartellone 986 iniziative in Italia e mondo – Sui siti ASviS circa 700mila visualizzazioni, oltre 84 mln le impression sui social media durante il Festival.

  • 17 Ottobre 2022

    Festival dello Sviluppo Sostenibile, evento nazionale Goal 4 dedicato all’Istruzione di qualità

    ASviS, “L’educazione allo sviluppo sostenibile e alla cittadinanza globale priorità della scuola”
    – Presentato Quaderno ASviS sull’educazione allo sviluppo sostenibile e alla cittadinanza globale
    – La scuola è protagonista del processo per re-immaginare i futuri e stabilire un nuovo contratto sociale
    – L’apprendimento permanente è la chiave del cambiamento culturale necessario ad accelerare la transizione

  • 12 Ottobre 2022

    Festival dello Sviluppo Sostenibile, presentato il Quaderno sulla transizione ecologica giusta

    ASviS: “E’ ora di accelerare la transizione ecologica, senza lasciare indietro nessuno”. L’impronta ecologica dell’Italia è pari a 5,3 volte le risorse generate del territorio nazionale. Serve più coraggio sul clima: trasformare i sussidi ambientalmente dannosi in opportunità per cambiare passo.

  • 4 Ottobre 2022

    Al via il Festival dello Sviluppo Sostenibile, presentato il Rapporto ASviS 2022. Un grido di allarme: il tempo a disposizione sta finendo

    Il Rapporto elabora 33 diversi indicatori di sostenibilità permettendo di confrontare la situazione dell’Italia e dell’Unione Europea, in particolare dal 2019 al 2021. Dallo studio emerge che il Paese non ha ancora superato gli effetti negativi della crisi pandemica.

  • 30 Settembre 2022

    L’ASviS presenta la sesta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile

    Lanciata la ricerca Ipsos-ASviS sulla conoscenza degli SDGs in Italia: solo il 40% degli italiani conosce l’Agenda 2030, necessaria la mobilitazione di governo e imprese. E dal 4 al 20 ottobre, già 800 le iniziative in calendario in Italia, nel mondo e online. 

  • 12 Settembre 2022

    Elezioni: le dichiarazioni dei politici all’ASviS Live sul decalogo per un futuro sostenibile

    Si è concluso l’incontro ASviS Live organizzato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile per confrontarsi con le forze politiche sulle dieci proposte prioritarie con cui realizzare nella prossima legislatura la transizione dell’Italia verso la sostenibilità.

  • 12 Settembre 2022

    Elezioni: le dieci proposte di ASviS alla politica per il futuro sostenibile dell’Italia

    L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) si confronta oggi con le forze politiche sulle dieci proposte prioritarie con cui realizzare nella prossima legislatura la transizione dell’Italia verso la sostenibilità.

  • 10 Agosto 2022

    Elezioni: da ASviS dieci proposte alla politica per un’Italia sostenibile

    L’ASviS presenta alle forze politiche un decalogo di proposte da integrare nei programmi elettorali per orientare verso lo sviluppo sostenibile le attività di governo e parlamento nella prossima legislatura. Il manifesto è aperto anche alle firme della società civile.

  • 18 Luglio 2022

    Pnrr, accordo Cnel-ASviS per monitorare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030

    Il CNEL, Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro e l’ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, hanno sottoscritto un accordo quadro di collaborazione riguardante il monitoraggio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) in relazione ai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.  

  • 20 Giugno 2022

    IMMIGRAZIONE: Bonino e Calenda: integrare più immigrati per salvare l’equilibrio demografico italiano

    La Senatrice Emma Bonino di Più Europa e la segreteria di Azione, il partito di Carlo Calenda, esprimono una posizione politica sul tema delle migrazioni rispondendo alle domande di FUTURA Network nell’ambito di un’inchiesta che sarà presentata durante l’ASviS Live “Immigrazione e futuro demografico del Paese“, in diretta oggi pomeriggio alle 16. 

  • 10 Giugno 2022

    Sostenibilità, analisi ASviS: con la pandemia l’Italia ha perso posizioni in Europa

    L’Italia è in seconda posizione in Europa per gli Obiettivi dell’Agenda 2030 in materia di agricoltura e consumo e produzione responsabili, ma penultima su lavoro, disuguaglianze, pace, giustizia e istituzioni solide. Sotto alla media europea la situazione per contrasto alla povertà, educazione, acqua, imprese e infrastrutture, territori, cooperazione. 

    È quanto emerge da uno studio pubblicato il 10 giugno dall’ASviS che, sulla base di dati Eurostat[1], ha messo a confronto i 27 Paesi dell’Unione europea in una prospettiva decennale e ha offerto una prima valutazione quantitativa dell’impatto della pandemia sul raggiungimento dei 17 Obiettivi dell’Agenda Onu in Europa. 

    L’analisi è stata presentata in sintesi dal presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini a Bologna, in apertura del convegno “Accompagnare le transizioni, contrastare le diseguaglianze” organizzato dalla Regione Emilia-Romagna.

     

    La situazione dell’Unione europea rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile

    Nel suo percorso verso i 17 Goal dell’Agenda 2030, l’Unione europea migliora tra il 2010 e il 2020 in undici Goal (2 Alimentazione e agricoltura sostenibili, 3 Salute e benessere, 4 Educazione, 5 Parità di genere, 7 Sistema energetico, 8 Condizione economica e occupazionale, 9 Innovazione, 11 Condizioni delle città, 12 Modelli sostenibili di produzione e consumo, 13 Lotta al cambiamento climatico, 16 Governance e istituzioni), è stabile in due (1 Sconfiggere la povertà, 6 Acqua pulita e servizi igienico-sanitari) e peggiora in tre (10 Disuguaglianze, 15 Ecosistemi terrestri e 17 Cooperazione internazionale). 

    Tale quadro, però, diventa più critico se si analizza l’ultimo anno disponibile, su cui incidono gli effetti del primo anno della pandemia. Tra il 2019 e il 2020 si ha un complessivo rallentamento nei miglioramenti riscontrati negli anni precedenti: i Goal che mantengono un andamento positivo sono tre (7, 12 e 13), anche se si tratta di risultati prevedibilmente condizionati dai blocchi della circolazione e della produzione attuati dalle autorità durante i lockdown, quelli con un andamento negativo sono quattro (Goal 1, 3, 10 e 17) e sei restano stabili (Goal 2, 4, 5, 8, 9 e 16). 

     

    La posizione dell’Italia in Europa

    Dallo studio risulta che nel 2020 (ultimo anno disponibile) l’Italia è al di sotto della media europea per nove Goal (Povertà, Educazione, Acqua pulita e servizi igienico sanitari, Condizione economica e occupazionale, Innovazione, Disuguaglianze, Città e comunità sostenibili, Governance e istituzioni e Cooperazione internazionale), allineata per cinque Goal (Salute e benessere, Parità di Genere, Sistema energetico, Cambiamenti climatici, Ecosistemi terrestri) e al di sopra perdue Goal (Alimentazione e agricoltura sostenibili, Modelli sostenibili di produzione e consumo). Non sono disponibili i dati sul Goal 14 relativo alle condizioni dei mari.

    Le disuguaglianze tra gli Stati membri

    Per la prima volta si è analizzato in una prospettiva temporale l’andamento delle differenze territoriali, una analisi che ha consentito di valutare se il livello di disuguaglianze tra gli Stati europei sia aumentato o diminuito nel tempo, valutando così l’impatto delle politiche di convergenza adottate a livello comunitario. Secondo lo studio, le disuguaglianze sono diminuite in sette Goal (1, 2, 3, 6, 11, 13, 16), sono rimaste stabili in sei Goal (4, 5, 8, 9, 15, 17) e aumentate in tre Goal (7, 10, 12).

     


     

    Europa e Italia a confronto per Obiettivo

     

    La Polonia registra il miglioramento più significativo tra il 2010 e il 2020, grazie alla riduzione delle persone che vivono in condizione di deprivazione materiale (-11,6 punti percentuali) e di deprivazione abitativa (-9,6 punti percentuali). Il Lussemburgo, invece, evidenzia la variazione negativa maggiore a causa dell’aumento del numero di persone a rischio povertà (+2,9 punti percentuali). L’Italia, quintultima nel 2020, non evidenzia miglioramenti tra il 2010 e il 2020 e si posiziona molto al di sotto della media Ue nell’ultimo anno disponibile, soprattutto a causa di un più alto numero di persone a rischio povertà (20% nel 2020 rispetto al 16,6% dell’Ue). La Germania ha risentito più di tutti della crisi pandemica registrando, tra il 2019 e 2020, un drastico peggioramento a causa, principalmente, dell’aumento dei lavoratori a rischio povertà (+2,6 punti percentuali tra il 2019 e il 2020).

     

    Migliorano tra il 2010 e il 2020, con intensità diverse, tutte le nazioni europee, fatta eccezione per Estonia, Austria, Finlandia, Lettonia e Svezia, i cui indici compositi registrano una sostanziale stabilità tra il primo e l’ultimo anno considerato. L’Italia nel 2020 è terza in Europa, registrando anche la quinta miglior variazione (2010-2020) tra le nazioni Ue. Ciò è dovuto principalmente a una maggiore superficie adibita a coltivazioni biologiche (16% nel 2020 a fronte del 9,1 dell’Ue) e a un maggior valore aggiunto nell’agricoltura (2433,5 euro per ettaro nel 2020 rispetto a 1097,1 dell’Ue). 

     

    La Lettonia misura la variazione positiva più elevata tra il 2010 e il 2020, soprattutto per la riduzione delle persone che hanno difficoltà di accesso alle cure sanitarie. La Finlandia, invece, evidenzia il trend peggiore tra i 27 Stati analizzati, per la drastica riduzione dei posti letto nelle strutture ospedaliere (-40% tra il 2010 e il 2019). L’Italia si posiziona a livello della media europea nel 2020. In particolare, il nostro Paese registra un più basso numero di posti letto per abitante rispetto alla media Ue, una maggiore aspettativa di vita e un più basso tasso di mortalità preventivabile. Il Goal 3 è tra quelli che hanno subito gli effetti più rilevanti nel primo anno di pandemia: circa due terzi degli Stati mostrano variazioni negative tra il 2019 e il 2020, mentre circa la metà dei 27 Paesi analizzati erode i miglioramenti misurati nel corso degli ultimi 10 anni.

     

    Il Portogallo è il Paese che registra l’andamento più promettente tra il 2010 e il 2020 grazie alla diminuzione dell’abbandono scolastico (-19,4 punti percentuali) e l’aumento del numero di laureati e diplomati (rispettivamente +19,4 e +23,7%). La Bulgaria è il Paese che mostra la variazione negativa più significativa tra il primo e l’ultimo anno considerato, soprattutto a causa del peggioramento delle competenze degli studenti. L’Italia, mostrando miglioramenti in linea con la media europea tra il 2010 e il 2020, nell’ultimo anno disponibile si conferma ancora lontana dalla stessa. Ciò principalmente a causa di un tasso inferiore di laureati (28,9 contro 40,5% dell’Ue nel 2020) e del numero di persone che al massimo hanno completato la scuola secondaria di primo grado (37,1 a fronte del 21% nel 2020 per l’Ue). 

     

    Tutti i Paesi migliorano, nel 2020, il proprio livello rispetto al 2010. Irlanda e Italia registrano l’andamento migliore, grazie all’aumento delle laureate nelle discipline Stem per l’Irlanda (+13,9 punti percentuali) e a quello delle donne che lavorano in posizioni manageriali per l’Italia (+31,6 punti percentuali). Un dato interessante sul nostro Paese, dove il più basso tasso di occupazione femminile (52,1% contro 66,1% dell’Ue nel 2020) è compensato da un minore divario salariale di genere (4,2% contro 13% per l’Ue). Lettonia, Bulgaria e Croazia fanno registrare i miglioramenti più lievi. 

     

     La Romania evidenzia i miglioramenti più significativi tra il 2010 e il 2019, grazie alla riduzione del numero di persone prive di servizi igienici nella propria abitazione, mentre la Grecia misura la variazione negativa più consistente a causa del peggioramento dell’indice di sfruttamento idrico (+19,3 punti percentuali). Critica è la situazione dell’Italia, che nel 2019 regredisce rispetto al livello misurato nel 2010, allontanandosi ulteriormente dalla media Ue a causa di un più alto livello di sfruttamento delle acque e ad un più basso livello di trattamento delle acque reflue. Complessivamente il livello di disuguaglianza tra i Paesi Ue risulta diminuito tra il 2010 e il 2019.

     

    Tutti i Paesi migliorano, nel 2020, il proprio livello rispetto al 2010. In particolare, l’Irlanda registra la variazione positiva più rilevante grazie all’aumento della produttività dell’energia (+110%), mentre l’Ungheria registra i miglioramenti più contenuti. L’Italia evidenzia nel decennio miglioramenti in linea alla media e si mantiene, nel 2020, ad un livello poco superiore ad essa misurando da un lato una più alta produttività dell’energia (10,3 contro 8,6 euro per kg di petrolio equivalenti dell’Ue nel 2020), ma dall’altro una più bassa quota di energia da fonti rinnovabili (20,4 contro 22,1% dell’Ue nel 2020). Tra il 2010 e il 2020 aumenta il livello di disuguaglianza in Europa per questo Goal.

     

    Relativamente alla variazione tra il 2019 e il 2020, questo Goal risulta tra i più colpiti dalla pandemia, circa due quinti dei Paesi evidenziano variazioni negative tra il 2019 e il 2020, mentre il resto degli Stati non misura alcun tipo di miglioramento. L’Italia evidenzia grandi criticità, assestandosi, nel 2020, al penultimo posto in Europa e molto distante dalla media europea: una più alta quota di part time involontario (5,1 contro 2,5% dell’Ue nel 2020), di Neet (23,3 contro 13,7% dell’Ue nel 2020) e un più basso tasso d’occupazione (61,9 rispetto al 71,7% dell’Ue nel 2020). 

     

    Il Lussemburgo è l’unico Paese che non registra miglioramenti tra il 2010 e il 2020, mentre Estonia e Belgio raggiungono i progressi maggiori. L’Italia, nel 2020, migliora il proprio livello del 2010 con un’intensità inferiore rispetto alla media europea, confermandosi ancora distante da quest’ultima. Tali criticità sono dovute principalmente a una più bassa quota di connessioni a banda larga (33,7% a fronte del 59,8% dell’Ue nel 2020) e di risorse specializzate in scienze e tecnologie (38% contro il 48% dell’Ue nel 2020). 

     

    Emergono grandi criticità per la maggior parte degli Stati europei. Circa i due quinti di questi nel 2020 si attestano ad un livello più basso rispetto al 2010, anche per gli effetti della pandemia. L’Italia è molto lontana dalla media europea, posizionandosi al penultimo posto tra i membri Ue. Tale situazione è spiegata principalmente da una più bassa ratio tra tasso di occupazione giovanile e totale (67,7% contro 84,8% dell’Ue nel 2020) e una maggiore disuguaglianza nella distribuzione del reddito (in Italia nel 2020 il 20% più ricco della popolazione ha 6,1 volte un reddito maggiore rispetto al 20% più povero, a fronte del 5,2 della media Ue). 

     

    Tra il 2010 e il 2019 solo la Danimarca evidenzia la variazione negativa peggiore principalmente a causa dell’aumento della concentrazione di PM10. L’Ungheria, invece, mostra la variazione positiva maggiore. L’Italia nel 2019 registra sostanzialmente lo stesso livello del 2010, mantenendosi al di sotto della media Ue a causa di una più alta quota di persone che vivono in condizioni di sovraffollamento (28,3% contro 17,1% in Ue nel 2019). Data la mancanza di dati relativa al 2020, non è stato possibile analizzare gli impatti della crisi pandemica su questo Goal. 

     

    Slovenia e Italia sono i Paesi che migliorano di più tra il 2010 e il 2020, grazie principalmente all’aumento della quota di raccolta differenziata e della circolarità della materia (rispettivamente +6,4% e +10,1 punti percentuali). L’Italia si posiziona, nel 2020, sopra al livello medio europeo e al secondo posto dietro solo all’Olanda grazie ad un più alto tasso di circolarità della materia, (21,6% contro 12,8% in Ue nel 2020), a una maggiore produttività delle risorse e ad un più basso consumo di materia pro-capite. Il livello di disuguaglianza tra i Paesi Ue nel periodo considerato peggiora.

     

    Lussemburgo, Danimarca, Grecia e Finlandia registrano la variazione migliore tra il 2010 e il 2020, avendo ridotto le emissioni. La Lituania e la Slovenia, invece, sono gli unici due Paesi che nel 2020 registrano un livello di emissioni maggiore rispetto al 2010. L’Italia nel 2020 si posiziona sopra la media europea registrando una variazione 2010-2020 leggermente migliore rispetto a quella misurata per l’Europa. In Italia le emissioni di gas serra, nel 2020, sono pari a 5,7 tonnellate pro-capite a fronte delle 7,1 della media Ue. 

     

    La situazione del Goal 15 è tra le più critiche: ciascuno Stato, nel 2019, si attesta ad un livello inferiore rispetto al 2010. Particolarmente negativa è la variazione evidenziata da Cipro, Svezia e Polonia a causa principalmente dell’aumento del consumo di suolo. La variazione negativa dell’Italia tra il 2010 e il 2020 è poco inferiore rispetto a quella media europea, tuttavia il nostro Paese si assesta ancora al di sotto della media Ue: l’Italia registra una minore copertura forestale e una maggiore copertura di suolo, ma, nell’ultimo decennio, ha impermeabilizzato meno suolo rispetto alla media europea. Data la mancanza di dati relativa al 2020 non è stato possibile analizzare gli impatti della crisi pandemica su questo Goal. 

     

    Tra il 2019 e il 2020 più di un terzo degli Stati registra una variazione negativa. Criticità per la Francia e la Spagna, quest’ultima soprattutto per l’aumento delle persone che denunciano atti di criminalità nella zona in cui vivono (+2,5%). Situazione negativa anche per l’Italia che si attesta, nel 2020, al penultimo posto in Europa, molto distante dal dato medio a causa principalmente di una maggiore durata media dei procedimenti civili e commerciali (527 giorni nel 2018 rispetto ai 297 della media Ue) e di una più bassa quota di individui che utilizza servizi di e-government (17% contro 38% dell’Ue). 

     

    Il 17 è tra i Goal che registrano le criticità maggiori. Più di due terzi degli Stati europei peggiorano il loro livello tra il 2010 e il 2020. L’Italia nel 2020 peggiora con un’intensità maggiore rispetto alla media Ue, principalmente a causa dell’aumento del debito pubblico (155,6% rispetto al 90,1% della media Ue nel 2020). Tra il 2010 e il 2020 Estonia, Portogallo, Grecia e Italia, invece, sono i Paesi che evidenziano le variazioni negative più rilevanti, a causa dell’aumento del debito pubblico e della riduzione della quota di tasse ambientali. 

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    Leggi il comunicato stampa

     

    di Andrea De Tommasi

     

    [1] Lo studio è stato condotto a partire dai dati pubblicati dall’Eurostat, relativi a oltre 81 indicatori elementari, aggregati in 16 indici compositi. I valori degli indici compositi elaborati dall’ASviS sono stati determinati sulla base del livello e dell’andamento degli indicatori elementari relativi ai singoli Paesi, i quali vengono a loro volta aggregati, producendo indici compositi per ogni Goal a livello di singolo Paese.

  • 9 Giugno 2022

    Siena International School on Sustainable Development: da lunedì 13 giugno torna in presenza

    Torna dal 13 al 18 giugno, al Santa Chiara Lab dell’Università di Siena, la Siena International School on Sustainable Development 2022, organizzata dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), il Centro Santa Chiara Lab dell’Ateneo senese e il Sustainable Development Solutions Network (SDSN) con la collaborazione scientifica di Fondazione Enel, il supporto di Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (Rus) e di SDSN Europe.

  • 24 Maggio 2022

    ASviS, dal Salone del Libro: non c’è pace senza multilateralismo e istituzioni solide

    Per costruire la pace nel mondo occorre un grande cambiamento delle istituzioni internazionali che passa dall’aumento degli investimenti nella cooperazione allo sviluppo, alla promozione concreta del multilateralismo attraverso una riforma del funzionamento delle Nazioni Unite, in particolare del Consiglio di sicurezza.

  • 12 Maggio 2022

    Smog: ASviS, in Italia 60mila morti premature l’anno, area padana a rischio sanitario

    L’inquinamento atmosferico è un problema grave che in Italia causa la morte prematura di circa 60mila persone l’anno, 165 in media ogni giorno, secondo i dati dell’Agenzia europea dell’Ambiente. Tra le zone più colpite ci sono la Valle del Sacco nel Lazio, l’agglomerato di Napoli e Caserta e soprattutto il bacino padano, una delle aree a maggior rischio sanitario d’Europa insieme ad alcune regioni di Polonia e Repubblica Ceca.

  • 10 Maggio 2022

    Benessere e territori: torna la scuola per lo sviluppo sostenibile, Lazio e Puglia al centro delle prossime edizioni

    La “Scuola per il Benessere e il Futuro dei Territori” offre alle amministrazioni pubbliche locali strumenti per la corretta gestione dei territori e del PNRR. L’iniziativa ASviS è in collaborazione con la Fondazione ENEL e la Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (RUS) con la partecipazione di Regioni, ANCI, ALI e UPI.

  • 28 Aprile 2022

    Parità di genere, ai figli anche il cognome della madre. ASviS: “Un passo avanti nel rispetto dei diritti delle donne”

    Con la decisione della Corte Costituzione del 27 aprile non sarà più automatica l’attribuzione del cognome paterno. Per il Gruppo di Lavoro ASviS sul Goal 5 (Parità di genere) dell’Agenda 2030 ora “tocca al legislatore il compito di regolare alcuni aspetti, ma indietro non si torna”.

  • 5 Aprile 2022

    Costituzione: ASviS, per passare dalla Carta all’azione occorre accelerare la transizione ecologica

    Le recenti riforme che introducono nella Costituzione la tutela dell’ambiente, della salute e degli interessi delle future generazioni rappresentano un passaggio importante del percorso dell’Italia verso il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030 e sono il punto di partenza per accelerare la transizione ecologica. Per reagire alle crisi in atto – la pandemia, i cambiamenti climatici, la guerre – dobbiamo prendere decisioni coraggiose, seguendo una visione lungimirante e condivisa, e affermare nuovi modelli di sviluppo centrati sull’equità sociale, la partecipazione, la responsabilità.

  • 31 Marzo 2022

    Pnrr: rapporto ASviS, in direzione dell’Agenda 2030 per salute e istituzioni, poco incisivo sull’ambiente

    Il rapporto dell’ASviS evidenzia quanto e come i provvedimenti del Pnrr e della Legge di Bilancio incidono sul percorso verso lo sviluppo sostenibile dell’Italia definito dai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu.

  • 24 Marzo 2022

    Verde urbano: ASviS, entro il 2030 dobbiamo piantare 227 milioni di alberi, il Pnrr ne prevede solo 6,6

    Il position paper dell’ASviS su “infrastrutture verdi urbane e periurbane” stima, partendo dall’impegno europeo di piantare 3 miliardi di alberi entro il 2030, che in Italia si dovrebbero piantare circa 227 milioni di alberi nei prossimi 8 anni. Per raggiungere questo obiettivo occorre considerare le infrastrutture verdi nelle aree urbane e periurbane come il perno di politiche volte a gestire e governare il territorio perseguendo una visione pragmatica della sostenibilità.

  • 15 Marzo 2022

    Comunicato stampa Rete #educAzioni – Interventi educativi per la prima infanzia

    La rete EducAzioni al Governo: “Rischiamo di non riuscire a investire i miliardi di euro previsti dal PNRR per potenziare la rete dei nidi nel Paese, perdendo l’occasione di colmare i divari territoriali e di raggiungere l’obiettivo minimo di una copertura del 33% su tutto il territorio nazionale”.

  • 18 Febbraio 2022

    Giovani: ASviS e Cortile dei Gentili, “Cogliere la generatività della pandemia per il futuro dei giovani”

    Il 18 febbraio 2022, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e la Consulta scientifica del Cortile dei Gentili organizzano un evento online per riflettere sulle analisi e le proposte contenute nel volume “Pandemia e generatività. Bambini e adolescenti ai tempi del Covid”, curato da Cinzia Caporale, coordinatrice del Centro interdipartimentale per l’Etica e l’integrità nella ricerca del Cnr e Carla Collicelli, sociologa del welfare e della salute e membro del Segretariato ASviS e pubblicato da Cnr Edizioni.

  • 17 Febbraio 2022

    PA: parte la seconda edizione della scuola per amministratori locali di ASviS e Cinsedo

    Il 18 febbraio inizia la seconda edizione del corso di alta formazione organizzato dall’ASviS e Cinsedo per fornire alle amministrazioni locali strumenti e conoscenze utili a tradurre in politiche territoriali i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030.

  • 14 Febbraio 2022

    Comunicato stampa Rete #educAzioni

    EducAzioni lancia l’allarme e avanza tre richieste: attenzione a sostenibilità ambientale e inclusività degli spazi, trasparenza e coinvolgimento delle comunità educanti.

  • 9 Febbraio 2022

    Riforme: ASviS plaude a modifiche che introducono lo sviluppo sostenibile nella Costituzione

    L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) accoglie con grande soddisfazione l’introduzione nella Costituzione Italiana di principi fondamentali per la salvaguardia dell’ambiente e la tutela delle future generazioni.

  • 3 Febbraio 2022

    Mattarella: ASviS invia gli auguri al Presidente della Repubblica e festeggia oggi sei anni

    ASviS invia al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella i migliori auguri per iniziare il suo secondo mandato, nello stesso giorno in cui l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile compie sei anni dalla nascita, avvenuta il 3 febbraio 2016.

  • 1 Febbraio 2022

    Siena International School on Sustainable Development 2022

    La Scuola, che prevede webinar e lezioni in presenza, mette al centro del percorso formativo il tema della decarbonizzazione e le soluzioni e implicazioni per imprese e società.

  • 31 Gennaio 2022

    Aree interne, ASviS: serve un nuovo un patto tra montagna e città, coordinato dal CIPESS

    Nelle aree interne e di montagna si gioca il futuro della biodiversità dell’Italia e dell’Europa. La necessità di prendersi cura di questi territori – delicati, ricchi di potenzialità ma minacciati da  un modello di sviluppo estrattivo – dipende dalla capacità di fare scelte lungimiranti e di sostenerle  con investimenti mirati, declinando su scala locale gli obiettivi globali dell’Agenda 2030.

  • 24 Gennaio 2022

    Comunicato stampa – Giornata internazionale dell’istruzione

    I Presidenti dell’ASviS Marcella Mallen e Pierluigi Stefanini: “Usiamo l’istruzione e la conoscenza per tracciare un nuovo percorso di sviluppo, più giusto e sostenibile, che sia coerente con quello indicato dall’Agenda 2030 dell’Onu e diverso da quello su cui abbiamo corso a gran velocità negli ultimi decenni”.

  • 11 Gennaio 2022

    ASviS, profondo cordoglio per la scomparsa di David Sassoli

    Tutta la rete dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) esprime profondo cordoglio per la scomparsa del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli e sincere condoglianze alla sua famiglia.

  • 14 Dicembre 2022

    ASviS: l’Assemblea degli aderenti condivide il nuovo Statuto e il programma di lavoro 2023.

    Confermati i Presidenti Marcella Mallen e Pierluigi Stefanini. Enrico Giovannini sarà il Direttore scientifico e Giulio Lo Iacono il Segretario generale. La settima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile si svolgerà dall’8 al 24 maggio 2023

  • 13 Dicembre 2022

    Basta morti in strada, basta morti in bici: a Roma 15 sigle in piazza per chiedere una viabilità più sicura

    La coalizione: “Velocità, distrazione e mancato rispetto delle regole da parte degli automobilisti, tra le prime cause d’incidente stradale. La bici non è intralcio alla circolazione, ma parte della soluzione per città più vivibili. Dare spazio e sicurezza alle persone, avvicinando Italia a standard europei”

  • 6 Dicembre 2022

    Presentato il Rapporto ASviS 2022 “I territori e lo sviluppo sostenibile”

    Aumentano le distanze tra le Regioni, ancora lontano il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Le disastrose alluvioni di Marche e Ischia dimostrano l’urgenza di norme nazionali rigorose per il governo del territorio.

  • 25 Novembre 2022

    Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

    ASviS: occorrono azioni immediate e decisive per eliminare disparità di genere e stereotipi dannosi in ogni settore e aggiornare la normativa. Marcella Mallen (presidente dell’Alleanza): “Servono misure urgenti e più efficaci per dare piena attuazione alla Convenzione di Istanbul”.

  • 11 Novembre 2022

    ASviS a Ecomondo: la sfida della transizione passa dalle competenze sul lavoro

    L’evoluzione del mondo del lavoro è fondamentale per affrontare la transizione ecologica, rendere più resiliente il sistema produttivo italiano di fronte alle crisi in corso, portare avanti il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e prepararsi così ad affrontare un futuro più giusto e sostenibile. Su questi temi si è soffermato l’incontro “La sfida delle competenze per la transizione al lavoro” organizzato dall’ASviS con il Comitato tecnico scientifico di Ecomondo.

  • 27 Ottobre 2022

    Festival dello Sviluppo Sostenibile, l’Università di Padova vince il Premio Giusta transizione 2022

    Il progetto UniPadova Sostenibile, attività partecipata e inclusiva di buone pratiche per la sostenibilità sociale e ambientale dell’Università di Padova, ha ricevuto il Premio Giusta transizione 2022, attribuito dall’ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile alla persona, associazione o impresa che ha promosso in modo significativo l’evoluzione verso un’economia ambientale sostenibile tenendo conto dell’impatto sociale.

  • 20 Ottobre 2022

    Si conclude il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2022, attenzione ai giovani e al futuro

    La società italiana vuole un Paese più sostenibile, agire subito per una giusta transizione – Giovani, futuro, servizio civile e cambiamento culturale i temi al centro dell’evento conclusivo al PalaExpo di Roma – Raggiunte oltre 20 mln di persone, 1,4 mln di visualizzazioni in diretta. In cartellone 986 iniziative in Italia e mondo – Sui siti ASviS circa 700mila visualizzazioni, oltre 84 mln le impression sui social media durante il Festival.

  • 17 Ottobre 2022

    Festival dello Sviluppo Sostenibile, evento nazionale Goal 4 dedicato all’Istruzione di qualità

    ASviS, “L’educazione allo sviluppo sostenibile e alla cittadinanza globale priorità della scuola”
    – Presentato Quaderno ASviS sull’educazione allo sviluppo sostenibile e alla cittadinanza globale
    – La scuola è protagonista del processo per re-immaginare i futuri e stabilire un nuovo contratto sociale
    – L’apprendimento permanente è la chiave del cambiamento culturale necessario ad accelerare la transizione

  • 12 Ottobre 2022

    Festival dello Sviluppo Sostenibile, presentato il Quaderno sulla transizione ecologica giusta

    ASviS: “E’ ora di accelerare la transizione ecologica, senza lasciare indietro nessuno”. L’impronta ecologica dell’Italia è pari a 5,3 volte le risorse generate del territorio nazionale. Serve più coraggio sul clima: trasformare i sussidi ambientalmente dannosi in opportunità per cambiare passo.

  • 4 Ottobre 2022

    Al via il Festival dello Sviluppo Sostenibile, presentato il Rapporto ASviS 2022. Un grido di allarme: il tempo a disposizione sta finendo

    Il Rapporto elabora 33 diversi indicatori di sostenibilità permettendo di confrontare la situazione dell’Italia e dell’Unione Europea, in particolare dal 2019 al 2021. Dallo studio emerge che il Paese non ha ancora superato gli effetti negativi della crisi pandemica.

  • 30 Settembre 2022

    L’ASviS presenta la sesta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile

    Lanciata la ricerca Ipsos-ASviS sulla conoscenza degli SDGs in Italia: solo il 40% degli italiani conosce l’Agenda 2030, necessaria la mobilitazione di governo e imprese. E dal 4 al 20 ottobre, già 800 le iniziative in calendario in Italia, nel mondo e online. 

  • 12 Settembre 2022

    Elezioni: le dichiarazioni dei politici all’ASviS Live sul decalogo per un futuro sostenibile

    Si è concluso l’incontro ASviS Live organizzato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile per confrontarsi con le forze politiche sulle dieci proposte prioritarie con cui realizzare nella prossima legislatura la transizione dell’Italia verso la sostenibilità.

  • 12 Settembre 2022

    Elezioni: le dieci proposte di ASviS alla politica per il futuro sostenibile dell’Italia

    L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) si confronta oggi con le forze politiche sulle dieci proposte prioritarie con cui realizzare nella prossima legislatura la transizione dell’Italia verso la sostenibilità.

  • 10 Agosto 2022

    Elezioni: da ASviS dieci proposte alla politica per un’Italia sostenibile

    L’ASviS presenta alle forze politiche un decalogo di proposte da integrare nei programmi elettorali per orientare verso lo sviluppo sostenibile le attività di governo e parlamento nella prossima legislatura. Il manifesto è aperto anche alle firme della società civile.

  • 18 Luglio 2022

    Pnrr, accordo Cnel-ASviS per monitorare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030

    Il CNEL, Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro e l’ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, hanno sottoscritto un accordo quadro di collaborazione riguardante il monitoraggio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) in relazione ai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.  

  • 20 Giugno 2022

    IMMIGRAZIONE: Bonino e Calenda: integrare più immigrati per salvare l’equilibrio demografico italiano

    La Senatrice Emma Bonino di Più Europa e la segreteria di Azione, il partito di Carlo Calenda, esprimono una posizione politica sul tema delle migrazioni rispondendo alle domande di FUTURA Network nell’ambito di un’inchiesta che sarà presentata durante l’ASviS Live “Immigrazione e futuro demografico del Paese“, in diretta oggi pomeriggio alle 16. 

  • 10 Giugno 2022

    Sostenibilità, analisi ASviS: con la pandemia l’Italia ha perso posizioni in Europa

    L’Italia è in seconda posizione in Europa per gli Obiettivi dell’Agenda 2030 in materia di agricoltura e consumo e produzione responsabili, ma penultima su lavoro, disuguaglianze, pace, giustizia e istituzioni solide. Sotto alla media europea la situazione per contrasto alla povertà, educazione, acqua, imprese e infrastrutture, territori, cooperazione. 

    È quanto emerge da uno studio pubblicato il 10 giugno dall’ASviS che, sulla base di dati Eurostat[1], ha messo a confronto i 27 Paesi dell’Unione europea in una prospettiva decennale e ha offerto una prima valutazione quantitativa dell’impatto della pandemia sul raggiungimento dei 17 Obiettivi dell’Agenda Onu in Europa. 

    L’analisi è stata presentata in sintesi dal presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini a Bologna, in apertura del convegno “Accompagnare le transizioni, contrastare le diseguaglianze” organizzato dalla Regione Emilia-Romagna.

     

    La situazione dell’Unione europea rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile

    Nel suo percorso verso i 17 Goal dell’Agenda 2030, l’Unione europea migliora tra il 2010 e il 2020 in undici Goal (2 Alimentazione e agricoltura sostenibili, 3 Salute e benessere, 4 Educazione, 5 Parità di genere, 7 Sistema energetico, 8 Condizione economica e occupazionale, 9 Innovazione, 11 Condizioni delle città, 12 Modelli sostenibili di produzione e consumo, 13 Lotta al cambiamento climatico, 16 Governance e istituzioni), è stabile in due (1 Sconfiggere la povertà, 6 Acqua pulita e servizi igienico-sanitari) e peggiora in tre (10 Disuguaglianze, 15 Ecosistemi terrestri e 17 Cooperazione internazionale). 

    Tale quadro, però, diventa più critico se si analizza l’ultimo anno disponibile, su cui incidono gli effetti del primo anno della pandemia. Tra il 2019 e il 2020 si ha un complessivo rallentamento nei miglioramenti riscontrati negli anni precedenti: i Goal che mantengono un andamento positivo sono tre (7, 12 e 13), anche se si tratta di risultati prevedibilmente condizionati dai blocchi della circolazione e della produzione attuati dalle autorità durante i lockdown, quelli con un andamento negativo sono quattro (Goal 1, 3, 10 e 17) e sei restano stabili (Goal 2, 4, 5, 8, 9 e 16). 

     

    La posizione dell’Italia in Europa

    Dallo studio risulta che nel 2020 (ultimo anno disponibile) l’Italia è al di sotto della media europea per nove Goal (Povertà, Educazione, Acqua pulita e servizi igienico sanitari, Condizione economica e occupazionale, Innovazione, Disuguaglianze, Città e comunità sostenibili, Governance e istituzioni e Cooperazione internazionale), allineata per cinque Goal (Salute e benessere, Parità di Genere, Sistema energetico, Cambiamenti climatici, Ecosistemi terrestri) e al di sopra perdue Goal (Alimentazione e agricoltura sostenibili, Modelli sostenibili di produzione e consumo). Non sono disponibili i dati sul Goal 14 relativo alle condizioni dei mari.

    Le disuguaglianze tra gli Stati membri

    Per la prima volta si è analizzato in una prospettiva temporale l’andamento delle differenze territoriali, una analisi che ha consentito di valutare se il livello di disuguaglianze tra gli Stati europei sia aumentato o diminuito nel tempo, valutando così l’impatto delle politiche di convergenza adottate a livello comunitario. Secondo lo studio, le disuguaglianze sono diminuite in sette Goal (1, 2, 3, 6, 11, 13, 16), sono rimaste stabili in sei Goal (4, 5, 8, 9, 15, 17) e aumentate in tre Goal (7, 10, 12).

     


     

    Europa e Italia a confronto per Obiettivo

     

    La Polonia registra il miglioramento più significativo tra il 2010 e il 2020, grazie alla riduzione delle persone che vivono in condizione di deprivazione materiale (-11,6 punti percentuali) e di deprivazione abitativa (-9,6 punti percentuali). Il Lussemburgo, invece, evidenzia la variazione negativa maggiore a causa dell’aumento del numero di persone a rischio povertà (+2,9 punti percentuali). L’Italia, quintultima nel 2020, non evidenzia miglioramenti tra il 2010 e il 2020 e si posiziona molto al di sotto della media Ue nell’ultimo anno disponibile, soprattutto a causa di un più alto numero di persone a rischio povertà (20% nel 2020 rispetto al 16,6% dell’Ue). La Germania ha risentito più di tutti della crisi pandemica registrando, tra il 2019 e 2020, un drastico peggioramento a causa, principalmente, dell’aumento dei lavoratori a rischio povertà (+2,6 punti percentuali tra il 2019 e il 2020).

     

    Migliorano tra il 2010 e il 2020, con intensità diverse, tutte le nazioni europee, fatta eccezione per Estonia, Austria, Finlandia, Lettonia e Svezia, i cui indici compositi registrano una sostanziale stabilità tra il primo e l’ultimo anno considerato. L’Italia nel 2020 è terza in Europa, registrando anche la quinta miglior variazione (2010-2020) tra le nazioni Ue. Ciò è dovuto principalmente a una maggiore superficie adibita a coltivazioni biologiche (16% nel 2020 a fronte del 9,1 dell’Ue) e a un maggior valore aggiunto nell’agricoltura (2433,5 euro per ettaro nel 2020 rispetto a 1097,1 dell’Ue). 

     

    La Lettonia misura la variazione positiva più elevata tra il 2010 e il 2020, soprattutto per la riduzione delle persone che hanno difficoltà di accesso alle cure sanitarie. La Finlandia, invece, evidenzia il trend peggiore tra i 27 Stati analizzati, per la drastica riduzione dei posti letto nelle strutture ospedaliere (-40% tra il 2010 e il 2019). L’Italia si posiziona a livello della media europea nel 2020. In particolare, il nostro Paese registra un più basso numero di posti letto per abitante rispetto alla media Ue, una maggiore aspettativa di vita e un più basso tasso di mortalità preventivabile. Il Goal 3 è tra quelli che hanno subito gli effetti più rilevanti nel primo anno di pandemia: circa due terzi degli Stati mostrano variazioni negative tra il 2019 e il 2020, mentre circa la metà dei 27 Paesi analizzati erode i miglioramenti misurati nel corso degli ultimi 10 anni.

     

    Il Portogallo è il Paese che registra l’andamento più promettente tra il 2010 e il 2020 grazie alla diminuzione dell’abbandono scolastico (-19,4 punti percentuali) e l’aumento del numero di laureati e diplomati (rispettivamente +19,4 e +23,7%). La Bulgaria è il Paese che mostra la variazione negativa più significativa tra il primo e l’ultimo anno considerato, soprattutto a causa del peggioramento delle competenze degli studenti. L’Italia, mostrando miglioramenti in linea con la media europea tra il 2010 e il 2020, nell’ultimo anno disponibile si conferma ancora lontana dalla stessa. Ciò principalmente a causa di un tasso inferiore di laureati (28,9 contro 40,5% dell’Ue nel 2020) e del numero di persone che al massimo hanno completato la scuola secondaria di primo grado (37,1 a fronte del 21% nel 2020 per l’Ue). 

     

    Tutti i Paesi migliorano, nel 2020, il proprio livello rispetto al 2010. Irlanda e Italia registrano l’andamento migliore, grazie all’aumento delle laureate nelle discipline Stem per l’Irlanda (+13,9 punti percentuali) e a quello delle donne che lavorano in posizioni manageriali per l’Italia (+31,6 punti percentuali). Un dato interessante sul nostro Paese, dove il più basso tasso di occupazione femminile (52,1% contro 66,1% dell’Ue nel 2020) è compensato da un minore divario salariale di genere (4,2% contro 13% per l’Ue). Lettonia, Bulgaria e Croazia fanno registrare i miglioramenti più lievi. 

     

     La Romania evidenzia i miglioramenti più significativi tra il 2010 e il 2019, grazie alla riduzione del numero di persone prive di servizi igienici nella propria abitazione, mentre la Grecia misura la variazione negativa più consistente a causa del peggioramento dell’indice di sfruttamento idrico (+19,3 punti percentuali). Critica è la situazione dell’Italia, che nel 2019 regredisce rispetto al livello misurato nel 2010, allontanandosi ulteriormente dalla media Ue a causa di un più alto livello di sfruttamento delle acque e ad un più basso livello di trattamento delle acque reflue. Complessivamente il livello di disuguaglianza tra i Paesi Ue risulta diminuito tra il 2010 e il 2019.

     

    Tutti i Paesi migliorano, nel 2020, il proprio livello rispetto al 2010. In particolare, l’Irlanda registra la variazione positiva più rilevante grazie all’aumento della produttività dell’energia (+110%), mentre l’Ungheria registra i miglioramenti più contenuti. L’Italia evidenzia nel decennio miglioramenti in linea alla media e si mantiene, nel 2020, ad un livello poco superiore ad essa misurando da un lato una più alta produttività dell’energia (10,3 contro 8,6 euro per kg di petrolio equivalenti dell’Ue nel 2020), ma dall’altro una più bassa quota di energia da fonti rinnovabili (20,4 contro 22,1% dell’Ue nel 2020). Tra il 2010 e il 2020 aumenta il livello di disuguaglianza in Europa per questo Goal.

     

    Relativamente alla variazione tra il 2019 e il 2020, questo Goal risulta tra i più colpiti dalla pandemia, circa due quinti dei Paesi evidenziano variazioni negative tra il 2019 e il 2020, mentre il resto degli Stati non misura alcun tipo di miglioramento. L’Italia evidenzia grandi criticità, assestandosi, nel 2020, al penultimo posto in Europa e molto distante dalla media europea: una più alta quota di part time involontario (5,1 contro 2,5% dell’Ue nel 2020), di Neet (23,3 contro 13,7% dell’Ue nel 2020) e un più basso tasso d’occupazione (61,9 rispetto al 71,7% dell’Ue nel 2020). 

     

    Il Lussemburgo è l’unico Paese che non registra miglioramenti tra il 2010 e il 2020, mentre Estonia e Belgio raggiungono i progressi maggiori. L’Italia, nel 2020, migliora il proprio livello del 2010 con un’intensità inferiore rispetto alla media europea, confermandosi ancora distante da quest’ultima. Tali criticità sono dovute principalmente a una più bassa quota di connessioni a banda larga (33,7% a fronte del 59,8% dell’Ue nel 2020) e di risorse specializzate in scienze e tecnologie (38% contro il 48% dell’Ue nel 2020). 

     

    Emergono grandi criticità per la maggior parte degli Stati europei. Circa i due quinti di questi nel 2020 si attestano ad un livello più basso rispetto al 2010, anche per gli effetti della pandemia. L’Italia è molto lontana dalla media europea, posizionandosi al penultimo posto tra i membri Ue. Tale situazione è spiegata principalmente da una più bassa ratio tra tasso di occupazione giovanile e totale (67,7% contro 84,8% dell’Ue nel 2020) e una maggiore disuguaglianza nella distribuzione del reddito (in Italia nel 2020 il 20% più ricco della popolazione ha 6,1 volte un reddito maggiore rispetto al 20% più povero, a fronte del 5,2 della media Ue). 

     

    Tra il 2010 e il 2019 solo la Danimarca evidenzia la variazione negativa peggiore principalmente a causa dell’aumento della concentrazione di PM10. L’Ungheria, invece, mostra la variazione positiva maggiore. L’Italia nel 2019 registra sostanzialmente lo stesso livello del 2010, mantenendosi al di sotto della media Ue a causa di una più alta quota di persone che vivono in condizioni di sovraffollamento (28,3% contro 17,1% in Ue nel 2019). Data la mancanza di dati relativa al 2020, non è stato possibile analizzare gli impatti della crisi pandemica su questo Goal. 

     

    Slovenia e Italia sono i Paesi che migliorano di più tra il 2010 e il 2020, grazie principalmente all’aumento della quota di raccolta differenziata e della circolarità della materia (rispettivamente +6,4% e +10,1 punti percentuali). L’Italia si posiziona, nel 2020, sopra al livello medio europeo e al secondo posto dietro solo all’Olanda grazie ad un più alto tasso di circolarità della materia, (21,6% contro 12,8% in Ue nel 2020), a una maggiore produttività delle risorse e ad un più basso consumo di materia pro-capite. Il livello di disuguaglianza tra i Paesi Ue nel periodo considerato peggiora.

     

    Lussemburgo, Danimarca, Grecia e Finlandia registrano la variazione migliore tra il 2010 e il 2020, avendo ridotto le emissioni. La Lituania e la Slovenia, invece, sono gli unici due Paesi che nel 2020 registrano un livello di emissioni maggiore rispetto al 2010. L’Italia nel 2020 si posiziona sopra la media europea registrando una variazione 2010-2020 leggermente migliore rispetto a quella misurata per l’Europa. In Italia le emissioni di gas serra, nel 2020, sono pari a 5,7 tonnellate pro-capite a fronte delle 7,1 della media Ue. 

     

    La situazione del Goal 15 è tra le più critiche: ciascuno Stato, nel 2019, si attesta ad un livello inferiore rispetto al 2010. Particolarmente negativa è la variazione evidenziata da Cipro, Svezia e Polonia a causa principalmente dell’aumento del consumo di suolo. La variazione negativa dell’Italia tra il 2010 e il 2020 è poco inferiore rispetto a quella media europea, tuttavia il nostro Paese si assesta ancora al di sotto della media Ue: l’Italia registra una minore copertura forestale e una maggiore copertura di suolo, ma, nell’ultimo decennio, ha impermeabilizzato meno suolo rispetto alla media europea. Data la mancanza di dati relativa al 2020 non è stato possibile analizzare gli impatti della crisi pandemica su questo Goal. 

     

    Tra il 2019 e il 2020 più di un terzo degli Stati registra una variazione negativa. Criticità per la Francia e la Spagna, quest’ultima soprattutto per l’aumento delle persone che denunciano atti di criminalità nella zona in cui vivono (+2,5%). Situazione negativa anche per l’Italia che si attesta, nel 2020, al penultimo posto in Europa, molto distante dal dato medio a causa principalmente di una maggiore durata media dei procedimenti civili e commerciali (527 giorni nel 2018 rispetto ai 297 della media Ue) e di una più bassa quota di individui che utilizza servizi di e-government (17% contro 38% dell’Ue). 

     

    Il 17 è tra i Goal che registrano le criticità maggiori. Più di due terzi degli Stati europei peggiorano il loro livello tra il 2010 e il 2020. L’Italia nel 2020 peggiora con un’intensità maggiore rispetto alla media Ue, principalmente a causa dell’aumento del debito pubblico (155,6% rispetto al 90,1% della media Ue nel 2020). Tra il 2010 e il 2020 Estonia, Portogallo, Grecia e Italia, invece, sono i Paesi che evidenziano le variazioni negative più rilevanti, a causa dell’aumento del debito pubblico e della riduzione della quota di tasse ambientali. 

    Scarica lo studio 

    Leggi il comunicato stampa

     

    di Andrea De Tommasi

     

    [1] Lo studio è stato condotto a partire dai dati pubblicati dall’Eurostat, relativi a oltre 81 indicatori elementari, aggregati in 16 indici compositi. I valori degli indici compositi elaborati dall’ASviS sono stati determinati sulla base del livello e dell’andamento degli indicatori elementari relativi ai singoli Paesi, i quali vengono a loro volta aggregati, producendo indici compositi per ogni Goal a livello di singolo Paese.

  • 9 Giugno 2022

    Siena International School on Sustainable Development: da lunedì 13 giugno torna in presenza

    Torna dal 13 al 18 giugno, al Santa Chiara Lab dell’Università di Siena, la Siena International School on Sustainable Development 2022, organizzata dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), il Centro Santa Chiara Lab dell’Ateneo senese e il Sustainable Development Solutions Network (SDSN) con la collaborazione scientifica di Fondazione Enel, il supporto di Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (Rus) e di SDSN Europe.

  • 24 Maggio 2022

    ASviS, dal Salone del Libro: non c’è pace senza multilateralismo e istituzioni solide

    Per costruire la pace nel mondo occorre un grande cambiamento delle istituzioni internazionali che passa dall’aumento degli investimenti nella cooperazione allo sviluppo, alla promozione concreta del multilateralismo attraverso una riforma del funzionamento delle Nazioni Unite, in particolare del Consiglio di sicurezza.

  • 12 Maggio 2022

    Smog: ASviS, in Italia 60mila morti premature l’anno, area padana a rischio sanitario

    L’inquinamento atmosferico è un problema grave che in Italia causa la morte prematura di circa 60mila persone l’anno, 165 in media ogni giorno, secondo i dati dell’Agenzia europea dell’Ambiente. Tra le zone più colpite ci sono la Valle del Sacco nel Lazio, l’agglomerato di Napoli e Caserta e soprattutto il bacino padano, una delle aree a maggior rischio sanitario d’Europa insieme ad alcune regioni di Polonia e Repubblica Ceca.

  • 10 Maggio 2022

    Benessere e territori: torna la scuola per lo sviluppo sostenibile, Lazio e Puglia al centro delle prossime edizioni

    La “Scuola per il Benessere e il Futuro dei Territori” offre alle amministrazioni pubbliche locali strumenti per la corretta gestione dei territori e del PNRR. L’iniziativa ASviS è in collaborazione con la Fondazione ENEL e la Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (RUS) con la partecipazione di Regioni, ANCI, ALI e UPI.

  • 28 Aprile 2022

    Parità di genere, ai figli anche il cognome della madre. ASviS: “Un passo avanti nel rispetto dei diritti delle donne”

    Con la decisione della Corte Costituzione del 27 aprile non sarà più automatica l’attribuzione del cognome paterno. Per il Gruppo di Lavoro ASviS sul Goal 5 (Parità di genere) dell’Agenda 2030 ora “tocca al legislatore il compito di regolare alcuni aspetti, ma indietro non si torna”.

  • 5 Aprile 2022

    Costituzione: ASviS, per passare dalla Carta all’azione occorre accelerare la transizione ecologica

    Le recenti riforme che introducono nella Costituzione la tutela dell’ambiente, della salute e degli interessi delle future generazioni rappresentano un passaggio importante del percorso dell’Italia verso il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030 e sono il punto di partenza per accelerare la transizione ecologica. Per reagire alle crisi in atto – la pandemia, i cambiamenti climatici, la guerre – dobbiamo prendere decisioni coraggiose, seguendo una visione lungimirante e condivisa, e affermare nuovi modelli di sviluppo centrati sull’equità sociale, la partecipazione, la responsabilità.

  • 31 Marzo 2022

    Pnrr: rapporto ASviS, in direzione dell’Agenda 2030 per salute e istituzioni, poco incisivo sull’ambiente

    Il rapporto dell’ASviS evidenzia quanto e come i provvedimenti del Pnrr e della Legge di Bilancio incidono sul percorso verso lo sviluppo sostenibile dell’Italia definito dai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu.

  • 24 Marzo 2022

    Verde urbano: ASviS, entro il 2030 dobbiamo piantare 227 milioni di alberi, il Pnrr ne prevede solo 6,6

    Il position paper dell’ASviS su “infrastrutture verdi urbane e periurbane” stima, partendo dall’impegno europeo di piantare 3 miliardi di alberi entro il 2030, che in Italia si dovrebbero piantare circa 227 milioni di alberi nei prossimi 8 anni. Per raggiungere questo obiettivo occorre considerare le infrastrutture verdi nelle aree urbane e periurbane come il perno di politiche volte a gestire e governare il territorio perseguendo una visione pragmatica della sostenibilità.

  • 15 Marzo 2022

    Comunicato stampa Rete #educAzioni – Interventi educativi per la prima infanzia

    La rete EducAzioni al Governo: “Rischiamo di non riuscire a investire i miliardi di euro previsti dal PNRR per potenziare la rete dei nidi nel Paese, perdendo l’occasione di colmare i divari territoriali e di raggiungere l’obiettivo minimo di una copertura del 33% su tutto il territorio nazionale”.

  • 18 Febbraio 2022

    Giovani: ASviS e Cortile dei Gentili, “Cogliere la generatività della pandemia per il futuro dei giovani”

    Il 18 febbraio 2022, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e la Consulta scientifica del Cortile dei Gentili organizzano un evento online per riflettere sulle analisi e le proposte contenute nel volume “Pandemia e generatività. Bambini e adolescenti ai tempi del Covid”, curato da Cinzia Caporale, coordinatrice del Centro interdipartimentale per l’Etica e l’integrità nella ricerca del Cnr e Carla Collicelli, sociologa del welfare e della salute e membro del Segretariato ASviS e pubblicato da Cnr Edizioni.

  • 17 Febbraio 2022

    PA: parte la seconda edizione della scuola per amministratori locali di ASviS e Cinsedo

    Il 18 febbraio inizia la seconda edizione del corso di alta formazione organizzato dall’ASviS e Cinsedo per fornire alle amministrazioni locali strumenti e conoscenze utili a tradurre in politiche territoriali i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030.

  • 14 Febbraio 2022

    Comunicato stampa Rete #educAzioni

    EducAzioni lancia l’allarme e avanza tre richieste: attenzione a sostenibilità ambientale e inclusività degli spazi, trasparenza e coinvolgimento delle comunità educanti.

  • 9 Febbraio 2022

    Riforme: ASviS plaude a modifiche che introducono lo sviluppo sostenibile nella Costituzione

    L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) accoglie con grande soddisfazione l’introduzione nella Costituzione Italiana di principi fondamentali per la salvaguardia dell’ambiente e la tutela delle future generazioni.

  • 3 Febbraio 2022

    Mattarella: ASviS invia gli auguri al Presidente della Repubblica e festeggia oggi sei anni

    ASviS invia al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella i migliori auguri per iniziare il suo secondo mandato, nello stesso giorno in cui l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile compie sei anni dalla nascita, avvenuta il 3 febbraio 2016.

  • 1 Febbraio 2022

    Siena International School on Sustainable Development 2022

    La Scuola, che prevede webinar e lezioni in presenza, mette al centro del percorso formativo il tema della decarbonizzazione e le soluzioni e implicazioni per imprese e società.

  • 31 Gennaio 2022

    Aree interne, ASviS: serve un nuovo un patto tra montagna e città, coordinato dal CIPESS

    Nelle aree interne e di montagna si gioca il futuro della biodiversità dell’Italia e dell’Europa. La necessità di prendersi cura di questi territori – delicati, ricchi di potenzialità ma minacciati da  un modello di sviluppo estrattivo – dipende dalla capacità di fare scelte lungimiranti e di sostenerle  con investimenti mirati, declinando su scala locale gli obiettivi globali dell’Agenda 2030.

  • 24 Gennaio 2022

    Comunicato stampa – Giornata internazionale dell’istruzione

    I Presidenti dell’ASviS Marcella Mallen e Pierluigi Stefanini: “Usiamo l’istruzione e la conoscenza per tracciare un nuovo percorso di sviluppo, più giusto e sostenibile, che sia coerente con quello indicato dall’Agenda 2030 dell’Onu e diverso da quello su cui abbiamo corso a gran velocità negli ultimi decenni”.

  • 11 Gennaio 2022

    ASviS, profondo cordoglio per la scomparsa di David Sassoli

    Tutta la rete dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) esprime profondo cordoglio per la scomparsa del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli e sincere condoglianze alla sua famiglia.

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